Politica - 14 dicembre 2013, 07:31

Da Sanremo il monito di Assotrasporti-Fiap-M: "Le grandi Associazioni sono in crisi di legittimazione, occorrono confronto e trasparenza"

"Finalmente il Governo prende coscienza del distacco delle Istituzioni e delle maggiori Associazioni dai propri rappresentati"

Da Sanremo il monito di Assotrasporti-Fiap-M: "Le grandi Associazioni  sono in crisi di legittimazione, occorrono confronto e trasparenza"

"Finalmente il Governo prende coscienza del distacco delle Istituzioni e delle maggiori Associazioni dai propri rappresentati": è quanto rileva il sanremese Secondo Sandiano, Presidente nazionale di Assotrasporti-Fiap-M, che da giorni, in occasione degli scioperi messi in atto da autotrasportatori e non solo, rimarca la lontananza dei rappresentanti politici e sindacali dai problemi veri di tutte le categorie professionali e sociali scese in piazza.

Ieri il Presidente del Consiglio Enrico Letta, guardando alle azioni di protesta esplose nel Paese, ha riconosciuto che ad essere oggetto di attacco è la rappresentanza “oggi in grande difficoltà e in grande crisi”. Riferendosi espressamente alla protesta di molti autotrasportatori, il Premier ha aggiunto che “Se salta il meccanismo per cui il Governo tratta con i legittimi rappresentanti delle categorie e stringe accordi con loro, esiste un problema di democrazia elementare”. Il premier si riferisce all’intesa raggiunta il 28 novembre scorso con le grandi Associazioni degli autotrasportatori, annoverandola tra i motivi che avrebbero evitato lo sciopero in massa della categoria. Ma sottovalutando il 'Movimento di protesta del 9 dicembre', come è stato ribattezzato, il Governo commette un grave errore di valutazione.

È certo che esiste un principio basilare in ogni Paese democratico in base al quale le forze politiche trattano e discutono con i legittimi rappresentanti delle categorie. Ciò, però, non significa che se le maggiori Associazioni, presenti al Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori, firmano un protocollo con il Governo, la categoria intera sia soddisfatta dall’accordo raggiunto. Altrimenti, non assisteremmo ai tanti presidi messi in atto da lunedì scorso in tutta Italia.

Secondo Assotrasporti "Il vero problema di 'democrazia debole', che giustamente il Premier riconosce esserci, sta nel fatto che i maggiori rappresentanti della nostra categoria, sempre più spesso delegittimati, discutono riforme e norme di interesse vitale per il settore senza coinvolgere la base. Anziché ascoltare la voce della categoria, guardano agli interessi di casta. Si pensi alla riforma dell’Albo degli Autotrasportatori, che introduce nuovi requisiti di ingresso delle Associazioni al Comitato Centrale, il vero centro di governo del settore, definendo così nuove regole di rappresentanza della categoria all’interno delle Istituzioni. Una riforma così importante e attesa non dovevano scriverla i 'soliti noti', a porte chiuse. Il riserbo con cui le grandi Associazioni l’hanno intavolata è un ulteriore atto volto a tenere saldo il possesso della sedia al tavolo ministeriale. Davvero una caduta di stile che si commenta da sola.. peccato che sia a danno dei trasportatori e dell’intero sistema-Paese! La riforma, poi, non doveva essere 'infilata' in una Legge di bilancio quale è la Legge di Stabilità 2014, fra centinaia di altri emendamenti, sperando - come è avvenuto - che passasse grazie ad un voto di fiducia al Governo. Andava, invece, ragionata e discussa con maggiore trasparenza, doveva essere oggetto di adeguato confronto a tutti i livelli, proprio per rispettare il principio democratico che sta alla base del nostro Ordinamento. Secondo Assotrasporti occorrono 'teste nuove' non legate a 'carrozzoni', sigle ormai evidentemente inutili, costose per il sistema paese e ancor peggio delegittimate dai propri rappresentati. C’è bisogno di un forte rinnovamento, per scuotere dal basso quel 'clima di immobilismo che soffoca il mondo dei trasporti ai piani alti', evidenziato nei giorni scorsi dal Segretario di Assotrasporti, Aurelio Prisco".

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