Un approfondimento da parte del lettore Pierluigi Casalino su La Brigue.
"Pur trovandosi dal 1947 in territorio francese come Tenda, antica riserva di caccia dei Savoia, Briga ha radici liguri ed occitane e tale legame viene conservato soprattutto durante gli incontri tra le genti cosiddette "brigasche" di Piemonte, Liguria e Francia, unite dalle comuni tradizioni, anche linguistiche. Il dialetto, o meglio lingua di Briga è, in particolare, un misto di genovese (preponderante), piemontese e occitano. Nella cappella del Santuario del Fontan, ora in Francia, denominata "La Sistina delle Alpi Marittime", si trova una magnifica serie di affreschi, perfettamente restaurati, del pittore Giovanni Canavesio del XV. Nella collegiata del paese vi sono bellissimi quadri, tra i quali la notevole "Natività" di Ludovico Brea. Cognomi come Lanteri, Banaudi ed altri disseminati principalmente nel Ponente ligure e in Costa Azzurra, oltre a ricordare il passato ligure-piemontese di quella regione delle Alpi Marittime (da cui Briga Marittima, quando era ancora entro il confine italiano), testimonia la specificità di una cultura che, in provincia di Imperia, si è mantenuta viva: ai piedi del monte Saccarello, infatti, sorgono i borghi di Realdo e di Verdeggia, dove si parla l'occitano, ovvero il provenzale alpino, variante della grande famiglia linguistica provenzale, sparsa anche, oltre la stessa regione provenzale, in "enclaves" sardi, corsi, cuneesi, spagnoli, del Midi francese e di altri piccole aree del Mediterraneo. Si tratta dell'antica lingua dei trovatori, cara anche a Dante, e che, grazie alla lirica provenzaler, fu veicolo in Europa delle tematiche amorose (e dello stile) della grande poesia araboandalusa della Spagna musulmana. A Carloforte, nell'isola di San Pietro, nel cagliaritano, si parla genovese, nella versione pegliese (Pegi), che sotto i Lomellini abitavano l'isola di Tabarka (Tunisia). Dovendo fuggire da tale località, furono sistemati nella disabitata Carloforte dove giunsero in numero di 564 nel 1783: la loro lingua è un genovese arcaico non sempre comprensibile a tutti e oggi misto a termini sardi. Una sorta di genovese si parla pure a Monaco Principato, terra di frequentazioni liguri-genovesi e provenzali. Anche elementi catalani sono d'altra parte rinvenibili nei dialetti del ponente ligure e in Sardegna (Alghero) e costituiscono un patrimonio di inestimabile valore storico, insieme al contributo che le lingue d'oriente, dall'arabo al turco, al persiano, ma anche all'indostano e ad altre, hanno dato alla formazione dell'anima di questo angolo di mondo".





