Da qualche giorno l'orologio sul lato ovest del campanile della chiesa di Santo Stefano a Sanremo non esiste più. Il vento forte che si è abbattuto di recente in città ha fatto crollare l'ultima parte del quadrante rimasto, visibile da piazza Colombo (leggi qui)
Un segno del passare del tempo per la chiesa dei Gesuiti chiusa a gennaio del 2011 per la carenza di vocazioni. Da allora anche l'orologio si è fermato è lo stato di abbandono ha colpito anche il campanile. Ma, rassicurano i padri Gesuiti da Roma, l'orologio verrà ripristinato. L'Ordine ha infatti già incaricato una persona competente a provvedere alla sua ristrutturazione a breve periodo.
Non è escluso inoltre che l'orologio possa tornare a funzionare. I lavori di restauro potrebbero anche far ripartire le lancette della storica chiesa di piazza Cassini, ma al momento non è confermato. Quel che è certo è che difficilmente il luogo di culto riaprirà le porte ai fedeli. Ad interessarsene direttamente era stata anche a suo tempo Anna Maria Scaramuzzino per il comitato di quartiere 'La Pigna - La storia siano noi”
“Volevamo che aprisse almeno una volta alla settimana come avviene alla chiesa della 'Marina' con una messa fatta da un prete – spiega Anna Maria – ma avremmo dovuto sostenere noi le spese e gli oneri (dalla pulizia, al costo dei ceri, all'assicurazione per le opere d'arte) ma essendo associazione no profit non avevamo i fondi per farlo. Certo è che quella chiesa, oltre al legame storico e affettivo con la città e per molti turisti delle secondo case, rappresentava anche un presidio per la Pigna, un punto di riferimento”.
La chiesa è infatti rimasta aperta per quasi 400 anni, dal 1623 e fino alla fine della 'gestione' da parte dei Gesuiti. Il rapporto durava da ben 387 anni quando i gesuiti ottennero la gestione della chiesa in seguito alla ricostruzione dopo il terremoto. Poi a gennaio 2011 la decisione della Compagnia lasciare la città. Anche il convento è stato messo in vendita e la porta della chiesa da allora è rimasta chiusa.








