Politica - 04 novembre 2013, 23:39

Sanremo: primo scontro in consiglio comunale sul bilancio di previsione. Il Pd abbandona l'aula

Il Partito Democratico non ha partecipato alla discussione dopo che una propria pregiudiziale tecnica, in cui si chiedeva il ritiro del documento, è stata respinta dalla maggioranza.

Il capogruppo del Pd Andrea Gorlero

Il consiglio comunale di Sanremo scalda i motori sulla pratica del bilancio di previsione, in vista della votazione finale prevista per giovedì sera. La seduta si è infatti aperta con una polemica sollevata dal gruppo del partito Democratico che ha presentato una pregiudiziale tecnica (in allegato a fondo pagina il documento), chiedendo il ritiro del documento. "Lo schema del bilancio di previsione raggiunge il pareggio finanziario complessivo solo mediante l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione del 2012 - ha detto il capogruppo Andrea Gorlero - Una modalità che, in base alle norme della finanza pubblica, è da ritenersi anomala. Fa poi ridere il fatto di affrontare adesso il bilancio di previsione 2013 quando ormai siamo a novembre".

"Noi siamo andati alla Corte dei Conti perchè cerchiamo di farci consigliare e di tutelarci in ogni atto che facciamo" ha risposto il sindaco Maurizio Zoccarato. "Se ci saranno gli estremi noi impugneremo questo bilancio - ha annunciato il consigliere del Pd Leandro Faraldi.

"Nel bilancio c'è uno squilibrio di quasi 5 milioni di euro ( fondo svalutazione crediti, TFR Casinò 2013 e tagli dovuti alla spending review ) che è stato considerato spesa di funzionamento non ripetitiva - ha spiegato la pregiudiziale Andrea Gorlero - grazie a questa impostazione è coperto con l'avanzo di amministrazione, che è una risorsa (non un'entrata) straordinaria, non ripetitiva. Secondo noi questa spesa di 5 milioni è invece ripetitiva (ci sarà anche l'anno prossimo). La Corte dei Conti dice che è possibile finanziare anche questo tipo di spesa (ripetitiva) la spesa con l'avanzo, ma solo se si fa contestualmente l'assestamento d bilancio".

I consiglieri del Pd Gorlero, Faraldi e Infante hanno quindi abbandonato l'aula non partecipando al dibattito. "Ce ne siamo andati - ha spiegato il capogruppo - perché non aver accettato la nostra pregiudiziale e non accettare l'impostazione della Corte dei Conti significa che tra 20 giorni (cioé entro il 30 novembre, termine ultimo dell'assestamento, che loro vogliono e debbono fare) i conti finali 2013 del comune potrebbero essere, magari anche di molto, diversi da quelli approvati con questo bilancio preventivo, e lo squilibrio potrebbe essere ancora maggiore, magari di molto".

Federico Marchi