Il Presidente della Provincia di Imperia, Luigi Sappa, ha rilasciato un'intervista, questo pomeriggio a Radio Onda Ligure 101. L'intervista telefonica, condotta in studio da Maurilio Giordana, verteva ovviamente sulla crisi politico-amministrativa dell'ente guidato da Luigi Sappa, all'indomani della mancanza del numero legale, nella seduta in cui doveva essere approvato il documento relativo agli equilibri di bilancio.
Sappa ha così riassunto la situazione: "Il 'casus belli' è stata la mancata partecipazione al Consiglio Provinciale, in occasione dell'approvazione degli 'equilibri di bilancio', un momento particolarmente importante dal punto di vista amministrativo, da parte del gruppo 'Uniti', 8 componenti costituitisi in un gruppo autonomo dopo la loro elezione nel centro-destra. E' mancato il numero legale e non si è approvato il documento. Ho tratto le conclusioni, anche alla luce di diverse precedenti vicende nelle Commissioni consiliari, come una sfiducia politica ed ho rassegnato le dimissioni".
Lei potrebbe anche ritirare le dimissioni? "Io ho detto che le dimissioni prima si danno e poi si annunciano. Penso che quando le dimissioni vengono date, queste devono essere mantenute perchè, e manca una maggioranza, ritengo che non ci siano le condizioni per proseguire nell'Amministrazione".
I fatti imperiesi possono essere riconducibili alla crisi politica nazionale? "Sono indipendenti e, l'unica attinenza deriva dall'incertezza che, sulle Province, ha riversato da un paio d'anni il Governo, con una serie di provvedimenti incoerenti. La prova arriva dalle Province di Genova e Spezia, per motivi dettati dal Legislatore e non da crisi politiche e sono ridotte allo stremo dal taglio alle risorse da parte del Governo. Questo stato di latente incertezza, insoddisfazione ed insicurezza, crea poi tutte le situazioni al contorno, anche politiche".
Stasera cosa potrà accadere? "Questa sera, in seconda convocazione con la presenza di un terza, spero che venga votata la pratica, fondamentale perchè abbiamo un piano di riequilibrio rigido e vogliamo rispettare i termini. Si parla di equilibri in un momento in cui il bilancio è stato posticipato dal Governo al 30 di novembre. Molti comuni non hanno il bilancio e ovviamente non possono fare gli equilibrio. Noi, che lo abbiamo già fatto, vogliamo rispettare questo termine".
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