Il nostro lettore Pierluigi Casalino ci ha scritto per intervenire sul prossimo Festival:
"Ancor prima che si alzi il sipario sul Festival di Sanremo, sorge e spontanea e ricorrente una domanda. Esistono ancora giovani cantautori? Quei personaggi estrosi e romantici d'altri tempi, cioè, che giravano l'Italia con la loro chitarra e il loro bagaglio di parole e di musica al seguito: una schiera di giovani autori e poeti che incarnava il sogno di un Paese ricco di ispirazione e di speranze Era la ballata vivente di un romanzo culminato con gli indimenticabili 'Blu dipinto di blu' di Domenico Modugno e i 'Lontano, lontano' di Luigi Tenco, a cui si ispira l'omonimo Club che a quel personaggio dal misterioso ed inquietante richiamo creativo si ispira. Dal 2 al 5 ottobre, nel segno di tale ansiosa domanda, si rinnova a Sanremo il mito del Tenco, al quale ha fatto riferimento anche Fazio, per ricordarne e rinsaldarne i naturali, se pur non sempre diretti, legami musicali. La rassegna canora del Tenco obbedisce, peraltro, ad una logica che condivide con il Festival: e non solo per dimostrare che, nonostante le ombre di un mercato spesso improntato alla superficialità, la vena originaria non si è esaurita. Il cuore di questa terra che fatica ad uscire dalla nevrosi depressiva di una crisi che non le appartiene dal profondo, è ancora capace, dunque, di esprimere tutta la sua creatività. Voci fresche, leggere e un pò malinconiche continuano a raccontare con la loro arte l'anima dell'Italia, manifestazione di un fenomeno collettivo che sa fare a meno delle striscianti e sterili forzature polemiche che ne rallentano la ripresa. Una galleria di nuovi menestrelli che si affaccia e si propone alla nostra attenzione, facendo memoria di una cultura ben più remota, di cui conserva non di rado l'invettiva civile e poetica. Lo stesso nuovo modo di interpretare il Tenco non dimentica di rifarsi all'interminabile repertorio di canzoni che hanno segnato la storia del Paese del bel canto. Un canovaccio che non cessa di sorprendere per la sua vitalità e fantasia. Una speranza per non morire: una speranza che può offrire solo Sanremo con il suo cuore antico".





