Eventi - 17 agosto 2013, 09:44

Sanremo: questa sera nella Pigna le tradizioni popolari del Maghreb con i 'Tanned' in concerto

Dai canti dei Berberi del deserto e delle montagne dell’Atlas, alle musiche mistiche delle ritualità estatiche Gnawa, dalle minoranze Amazigh alle melodie Arabo-Andaluse.

Sanremo: questa sera nella Pigna le tradizioni popolari del Maghreb con i 'Tanned' in concerto

Questa sera alle 21.30 in piazza San Costanzo nella Pigna si svolgerà il concerto dei Tanned nell'ambito degli eventi organizzati da Pigna Mon Amour.

Tanned è un progetto basato sulle musiche tradizionali con sperimentazioni stilistiche in chiave contemporanea legate alle tradizioni popolari del Maghreb, dai canti dei Berberi del deserto e delle montagne dell’Atlas, alle musiche mistiche delle ritualità estatiche Gnawa, dalle minoranze Amazigh alle melodie Arabo-Andaluse.

Il gruppo è formato da Sergio Caputo:  violino, canto, banjoud, darbouka, bendir, karkaba. Hamid Moumen:guembri, canto, darbouka, bendir, tamtam, karkaba. Zidane Bouda: mandoloncello, canto, darbouka, tumbeleki, karkaba. Ospite Chitarra acustica Fabrizio Vinciguerra          

Zidane Bouda, dall’Algeria, con formazione classica arabo-andalusa e tradizionale della Kabylia, con il suo Mandoloncello interpreta canti dalla sua regione, la Kabylia, ancora in lotta per il riconoscimento dell’identità culturale di lingua Amazigh.Hamid Moumen da Essaouira Marocco e la tradizione Gnawa, il suo strumento il Guembri è un basso a tre corde di budello e esegue una serie di canti dal repertorio tradizionale Gnawa, musica rituale animista degli schiavi neri deportati in Marocco durante il XVII e XVIII secolo.

Sergio Caputo, violinista classico e studioso di musica antica del Mediterraneo, il violino come ponte tra diverse tradizioni, dalla musica Occitana alla tradizione del Sud Italia animista, alle tradizioni violinistiche marocchine ed egiziane con un pizzico di sperimentazione e di contemporaneità.

Generi musicali in cui il gruppo Tanned spazia: la musica tradizionale della Kabilia, di origine berbera Algerina e la musica arabo-andalusa, è eseguita con il suo strumento classico: il mandoloncello algerino, di cui Zidane è maestro, la musica Chaabi, scatenata e ipnotica, molto popolare in Marocco, la Belly dance Egiziana detta anche danza del ventre, in cui lo strumento principe è il violino, i lenti e malinconici ritmi della Turchia eseguiti con l’evocativo suono del banjoud, la musica della penisola Araba, il trascinante Räi, eseguito in versione acustica, genere reso famoso da Cheb Khaled.

La musica rituale Gnawa eseguita da Hamid proviene dal Sudan: questo termine non vuole indicare uno Stato preciso ma solo la terra a sud del Sahara, ovvero il Sahel.E’ una forma di coreo-musicoterapia di origine antichissima, praticata e tramandata in  segreto dagli schiavi  dell’Africa Nera deportati in Marocco dalle dominazioni Arabe.La musica Gnawa, tipica di Essaouira, villaggio di pescatori sulle sponde dell’Atlantico, si basa su modalità vocali corali e viene eseguita con l’accompagnamento di due strumenti caratteristici, il “guembri” e le  “karkaba”.

Il guembri è uno strumento a corda con funzioni di accompagnamento ritmico del canto ed esegue linee di basso ostinate e ripetitive, è di forma rettangolare, con 3 corde di budello e cassa a fondo piatto, caratterizzato dal piano armonico di pelle di cammello. Le karkaba sono percussioni metalliche a mano (dette anche “piastre marocchine”), derivate direttamente dalle manette e dalle catene usate per tenere legati gli schiavi durante i lavori forzati e durante la detenzione.

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