Al Direttore - 14 agosto 2013, 08:50

Sanremo: lungo intervento di un nostro lettore sulla presenza di stranieri in città

Sanremo: lungo intervento di un nostro lettore sulla presenza di stranieri in città

Un nostro lettore, A.B., ci ha scritto dopo aver letto sul nostro giornale le mail di sconcerto sulla situazione sociale e di sicurezza nella città di Sanremo:

"Diciamo innanzi tutto che, al di la della vera situazione criminale, ciò che viene veramente vissuto ed è da tener conto è la sensazione di sicurezza che i cittadini hanno e non il reale stato della città. E' provato che anche in una città perfetta se la sensazione del cittadino non è realmente rapportata, la vita non sarà serena ne' sopportabile. A Sanremo la sensazione di 'vivibilità' della città sembra peggiorare da qualche anno, complice la crisi? Direi più complice l'afflusso smisurato di stranieri che arrivano perchè Sanremo è il trampolino per il passaggio verso la Francia. Sono moltissimi gli stranieri che si stabiliscono fittiziamente in città per entrare in possesso di un permesso di soggiorno e poter poi passare la frontiera senza altri problemi (sarebbe quasi impossibile per loro avere lo stesso permesso in Francia, cosi è più facile farlo da noi, basta solo un passaporto... niente lavoro, niente residenza). Sanremo non è una metropoli, ma una piccola cittadina di periferia, dove anche le abitazioni sono limitate. Si ha cosi il sovraffollamento di molti appartamenti in cui coabitano più immigrati e vi sono zone in cui essi si riuniscono in ampi assembramenti. La sensazione è quella di un "assedio" continuo che mette a disagio il 'sanremasco' poco incline alla vicinanza dello straniero. E' cosi e poco possiamo fare, Sanremo si è trasformata, per essere la città dei ricchi avrebbe dovuto mantenere prezzi alle stelle per disincentivare l'arrivo di chi non può permettersi certi prezzi ma d'altro canto i cittadini avrebbero pagato uno scotto troppo alto. Cosi la città è scesa ai ranghi di piccola cittadina di frontiera, con i suoi mercatini assediati dai Francesi e dai Russi, le sue festicciole 'paesane' e i suoi prezzi accessibili a tutti. In questo naturalmente non hanno più trovato posto i grandi alberghi, i ristoranti di gran lusso, le grandi manifestazioni (è rimasto solo il Festival). Un Giudice disse molti anni or sono che al sud i cittadini dovevano ormai convivere con le mafie perchè esse erano parte della società. Sanremo ormai dovrà convivere con questi fatti e il flusso straniero che la attraverserà con i problemi che ne conseguono perchè l'Italia non ha la forza di porre un freno ne trovare un rimedio. L'Italia è l'unico paese Europeo che accoglie e prepara all'Europa gli immigrati. Spagna e Grecia che soffrono lo stesso nostro problema hanno immense carceri (lager) dove rinchiudono gli stranieri indesiderati, Malta non li accoglie affatto, la Francia pretende il rispetto di regole ferree. Siamo il porto del Mediterraneo e se i conflitti si inaspriranno la cosa peggiorerà sensibilmente. Certo a Sanremo le cose non miglioreranno, mancanza di abitazioni e lavoro renderanno la differenza sociale sempre più marcata e se la crisi non cesserà in breve tempo anche la 'coesione sociale' potrebbe essere minata. Di questo ultimo pericolo Prefettura e Amministrazione dovrebbero avere maggiori attenzioni, qualcuno ha parlato delle città come Marsiglia: guardare queste città vuol dire guardare i conflitti tra razze che le affliggono, le vere guerre che ci sono state nelle notti di alcuni anni or sono quando gli immigrati sono scesi in piazza contro i cittadini residenti. Si spera sempre in qualcosa di meglio ma se ci si sofferma nei bar, al supermercato, ai giardini ad ascoltare la gente dire ciò che in queste pagine non verrebbe mai pubblicato, si capisce subito quanto una piccola scintilla oggi potrebbe scatenare già uno scontro tra gruppi sociali, etnie che faticano a coabitare. Più che la città migliore ora speriamo in una ripresa del Paese, se tutti ne trarranno beneficio saranno capaci anche di sopportare i problemi cittadini e i propri vicini di casa".

Carlo Alessi

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