Una negoziante di Diano Marina Monica Cavalleri ha inviato il suo sfogo circa la situazione della città degli aranci.
"Sono una commerciante da vent’anni e sono cresciuta nel negozio di famiglia. Ricordo Diano Marina degli anni 80 – 90 – 2000 e vedendola oggi, sono amareggiata nel vedere in che situazione si trova. Una cittadina turista che era un gioiello per la Liguria, e una meta ambita da italiani e stranieri e che negli anni, però non le è stata data la giusta attenzione. Ora è un paese trascurato e con poche attrazioni cosicchè di conseguenza attira turismo al suo livello. Ieri sera sono rimasta senza parole, nel sentire un turista lamentare un articolo che ho fuori in una cesta, al prezzo di 15 euro come caro. “15 euro, ammazza!!!” ha esclamato. “Ammazza? Nella realtà l’articolo in oggetto è sottocosto”. Tessuto di qualità e made in Italy, filo e cerniera, confezione artigianale: tutto questo a 15 euro è regalato! Le attività di prodotti di qualità stanno soffrendo e morendo, proprio perché le persone non si soffermano a pensare a cosa c’è dietro. A qual ‘è la differenza tra comprare un prodotto di qualità a quello scadente. Andare ad acquistare il 'made in China' fa arricchire un Paese già ricco per sé e fa morire il nostro Paese. Andare ad acquistare nei centri commerciali fa arricchire società tante volte estere e fa morire la nostra economia. Perché se le nostre attività verranno chiuse, cosa resterà di un paese? Un paese morto, buio e sporco e con qualche negozio di collanine e kebab? Senza togliere nulla a questi esercizi, ma dovrebbero essere una minima parte rispetto al totale delle attività presenti in un territorio. Dovrebbe esserci un 20% di offerta a basso costo e un 80% di offerta di qualità. Si sta perdendo l’artigianato, il prodotto di qualità, il made in Italy, tutte cose che sino a pochi decenni fa era l’orgoglio del nostro Paese, eravamo invidiati nel mondo. Ma davvero a nessuno interessa? Come si può rialzare Diano Marina? Con una piccola manovra di inversione di rotta. Iniziando a curare le piccole cose: marciapiedi, arredo urbano, aiuole, prestando cura del verde e della pulizia ed in contemporanea iniziando a dare Servizi. Abbellendo il paese, dando i servizi giusti, eventi e manifestazioni nei 12 mesi dell’anno, In questo modo inizieranno di nuovo ad arrivare persone di un certo livello e di conseguenza inizieranno a lavorare le attività. Serve un turismo che faccia girare l’economia, un turista che pernotti nella nostra zona e che consumi in bar, pizzerie, gelaterie, e che compri nelle attività del luogo. Un turista italiano e straniero, che felice di essere in Italia, in Liguria, in Provincia di Imperia, ha scelto Diano Marina come meta turistica. Serve intanto un confronto tra Amministrazione comunale, professionisti del settore (Associazioni di categoria) e soprattutto con la presenza di chi crea l’economia del paese (albergatori, esercenti, commercianti, ecc.) serve essere sinceri, collaborativi, e pronti ad un cambiamento…Tutti insieme. Altrimenti che ne sarà di Noi? E di Diano Marina?"





