Un nostro lettore, Alberto Pin, ci ha scritto per segnalare la chiusura di un negozio della città di Sanremo:
“Questa mattina transitando per Piazza Cesare Battisti, dalla vecchia stazione per intenderci, il mio sguardo è stato distratto dalla guida da cartelli che non mi aspettavo di vedere. Svendita al 50% per chiusura de ‘I fiori di Sanremo’. La più che cinquantennale gestione della famiglia Alberti giunge al termine. Sicuramente queste mie poche righe, rappresenteranno per molti della facile retorica, e dell’inguaribile nostalgia. Ma gli Alberti hanno rappresentato per decenni i Fiori di Sanremo, nel senso più stretto del termine. Quei fiori a cui non è mai stato mai concesso il marchio ‘Doc’ per motivi economici di grandi gruppi e di esportatori, i quali preferivano far transitare produzioni straniere da Sanremo, giustificati dalla più alta marginalità del prodotto , per mantenere le proprie aziende, dalla quantità del prodotto ma non certo dalla qualità. Pochi sanno che per decenni ai tempi della ‘Belle Epoque’ sanremese, il Festival si svolgeva nel Salone delle Feste del Casino, gli arredi floreali erano creati dalla famiglia Alberti e poi ancora per qualche anno all’Ariston, oppure nel famoso concerto di Capodanno di Vienna, grazie ad un’azienda autonoma prima diretta dall’Avvocato Nino Bobba, co-ideatore del Festival, e sul finire dal Dottor Poletti svolgeva una vera e propria campagna di marketing della città dei fiori ben lontana dall’ausilio di internet, e da propagande semplici come la sgambettata su una bicicletta nella pista ciclabile con foto pubblicata su qualche rotocalco estivo di basso profilo. Era la Sanremo degli Inglesi, era la Sanremo di Dapporto, Stan Laurel e Oliver Hardy, dell’Hotel Royal e del Savoia, del Vittoria Roma. Qualcuno ricorda ancora in quel negozio, come fattorino, Mario Rolando, diventato dopo il suo periodo di migrante in Germania, la gestione del famoso Bar Snoopy centro di ritrovo di tanti sanremesi che si ritagliavano uno spazio per una vita apparentemente spensierata dove fiumi di Laurant Perrier annaffiavano le serate della vita cittadina. Ora, anche questa ultima insegna della Sanremo che fu spegne i suoi neon. Li spegne spero solo per raggiunti limiti di età, perché Sandro Alberti ormai demoralizzato dalla luce che riflette la città, luce fatta di decadimento di di Hotel ormai chiusi, di un sistema che ha deteriorato il turismo, e la qualità del turista, e forse semplicemente che regalare fiori è passato di moda o ancor più tristemente che in situazioni di profonda crisi come quello attuale il superfluo viene tagliato di netto. Ma in questo momento forse è inutile cercare la cause della chiusura, ma ricordare ciò che ha rappresentato, un negozio ed una organizzazione come quella degli Alberti”.





