Con una prova convincente la Mediterranea sconfigge per 7-2 la Ngm Firenze e, al PalaEnel Marco galli di Civitavecchia, termina la sua stagione agonistica ottenendo una medaglia di bronzo che è solo una parziale ricompensa del valore mostrato in tutta la stagione. Dopo l’opaca prova di venerdì in semifinale, le giallorosse mostrano maggiore determinazione, grande concretezza e estremo ordine nel gioco, non lasciando alle avversarie alcuna possibilità. La prova fornita fa crescere il rammarico per una semifinale condizionata dai troppi errori e da una forma fisica precaria per alcune delle atlete, schierate in acqua dopo una settimana nella quale molteplici malanni fisici hanno impedito la preparazione ottimale.
È Laura Drocco ha sbloccare subito il risultato, al termine di una veloce combinazione. La Gorlero sventa una maligna palombella e, immediatamente dopo, la Ngm sciupa la prima superiorità numerica. Ci pensa allora la Stieber, con una delle sue solite fucilate, a raddoppiare per l’Imperia. La Ngm continua a trovare sulla sua strada una Giulia Gorlero in ottima forma e solo con la Toth, su rigore, le toscane riescono a dimezzare lo svantaggio. Sul tiro della Ralat, sventato dalla Gigli, terminano le opportunità migliori del primo quarto, con l’Imperia avanti per 2-1.
Il ritmo della partita, però, stenta a decollare e nel secondo quarto le giallorosse sprecano due superiorità numeriche. A dare una scossa prova la Risivi che in beduina gira in rete un assist della Pomeri. Sull’altro fronte una palombella della Toth,in controfuga, si ferma sulla traversa, così come un tiro a schizzo della Carrega sul suono della sirena che chiude la prima metà di gara sul 3-1 per la Mediterranea.
A rompere l’incantesimo delle superiorità numeriche non sfruttate (cinque per l’Imperia, due per la Ngm) è Laura Drocco che dopo 3’ del terzo tempo realizza il 4-1. La Ngm accusa il colpo e la Mediterranea accelera sul 5-1 con la Stieber. Le toscane provano a reagire con la bella girata della Olimpi, ma subito la Borriello trova lo spazio per il 6-2, difeso dalla parata della Gorlero sull’ultima situazione di uomo in meno che chiude la frazione.
L’espulsione temporanea di Masi e Risivi, per reciproche scorrettezze, coincide con il terzo fallo grave di entrambe le atlete. La Ralat, a tu per tu con la Gigli, colpisce il palo opposto ma nell’azione successiva la Borriello, che gode di molta libertà, prende coraggio e firma il 7-2 su cui termina la finale per il terzo posto che va meritatamente alla Mediterranea.
“Ottenere almeno una medaglia – afferma Marco Capanna – mi fa dare alle mie ragazze un sette in pagella. Se avessimo centrato la finale sarebbe stato un otto; dieci se avessimo vinto uno scudetto che sembrava alla nostra portata. Purtroppo, mentre in Europa siamo andati oltre i nostri limiti, in campionato abbiamo fatto il nostro e ci è mancato quel qualcosa in più che poteva portarci al titolo. Con la Ngm abbiamo ritrovato la nostra compattezza, schierandoci in modo quadrato, ordinato e duttile, come il Catania aveva fatto con noi e come noi avremmo dovuto fare con il Catania. Cresce il rammarico ma dobbiamo guardare avanti. Posso solo ringraziare queste ragazze, per l’attaccamento dimostrato e la serietà e l’impegno che non hanno mai penalizzato”.
La partita è stata anche, probabilmente, l’ultima gara disputata da Elisa Casanova. “Di Elisa – continua Capanna – posso solo dire che sono onorato di averla potuta allenare. È una persona splendida che si è resa sempre".







