Nel Golfo dei Poeti, a Lerici-San Terenzo, in una delle rare occasioni di riapertura al pubblico della ristrutturata Villa Magni, immobile storico dove fra l’aprile e il settembre del 1822 soggiornarono in un vivere fuori dagli schemi ed ispiratissimi i giganti delle arti inglesi Percy Bysshe Shelley, Lord Byron, Mary Shelley (autrice del celebre “Frankenstein”) ed altri letterati e filosofi, sabato prossimo dalla terrazza dell’antica dimora, autori italiani e statunitensi renderanno omaggio a quei geni di oltremanica, e prendendo spunto dalla famosa poesia di Shelley ‘Ode to the West Wind’ (Ode al vento occidentale) si invocherà e si ricercherà una rinascita spirituale di questo Occidente (Europeo ed Americano) sempre più in declino e smarritosi nella ricerca affannosa di una specifica identità.
Fra gli autori invitati anche lo scrittore sanremese di fama internazionale Giuseppe Conte, che, a termine del suo vibrante intervento, anticiperà, forse, in prima nazionale, proprio a pochissimi passi dal mare del Golfo dei Poeti, stralci del suo attesissimo romanzo “Il male veniva dal mare”, e il sanremese Lamberto Garzia (presidente dell’Associazione Culturale Mondo Fluttuante), che leggerà alcuni versi decisamente non accomodanti verso l’Occidente ed estrapolati dalla sua raccolta di prossima pubblicazione (autunno 2013 per i tipi di Effigie con postfazione di Milo De Angelis) dal titolo SHIAI E AI – Combattimento e Amore, null’altro, dice l’autore, che una epica del cuore e del corpo raccontata attraverso un linguaggio frammisto di termini desunti dalle Arti Marziali giapponesi, da uno shintoismo ondivago, da un bushido posticcio, dal Kojiki (libro cosmogonico della Terra di Yamato) , da carnalità dirompente e metrica assolutamente occidentali, e in parte influenzati dalla sensualissima pittura del periodo Edo (Ukiyo-e), da Ryoi Asai (“Racconti del mondo fluttuante”), dal monaco (eretico) e poeta buddishista Jkkyuu (“Raccolta della nube folle”), dai moderni Osamu Dazai (“Lo squalificato” e “Il sole di spegne”) e da Kenij Nagakami (“Mille anni di piacere”) con i suoi Burakumin, i discendenti degli ETA (gli essere umani al di fuori della scala sociale), che l’autore ligure ci si rispecchia “fraternamente” appieno definendosi più volte nel libro un “buraka d’occidente/ decentrato dalla vita al vero amore/ e dall’urbanistica alla vera città”.
L’evento è organizzato dal professore Massimo Maggiari e dal grecista Angelo Tonelli per conto del College of Charleston e dell’ Associazione Culturale Arthena, con il Patrocinio del Comune di Lerici e della Fondazione Dino Olivetti.





