Un nostro lettore, Francesco Rossi, ci ha scritto in relazione al clochard fotografato ieri in corso Garibaldi:
“Confermo in parte quanto già riportato da altri lettori residenti in zona. Il ragazzo clochard ha scelto di vivere in quel modo, è italiano (visto che non ne avevamo ancora abbastanza di quelli extracomunitari che affollano ogni angolo della città), è spesso è ‘cliente’ del pronto soccorso dove, in evidente stato di ubriachezza, viene trattenuto per le cure del caso per poi rimanere nell'androne ore ed ore, spesso sdraiato in terra a smaltire la sbornia. Trova purtroppo sempre qualcuno che quella sbornia gli consente di rinnovarla, quando forse sarebbe il caso, se proprio si volesse essergli d'aiuto, di pagargli un panino piuttosto che un bicchiere! Comunque la legge mi pare che sia carente in queste cose, il vagabondaggio forse oggi è consentito, ma il seminare escrementi e liquidi biologici vari in locali pubblici (ne sono testimone) no. Esiste anche qualcosa che si chiama ‘ricovero coatto’, ed è ora che le forze dell'ordine,per ragioni umanitarie, per ragioni turistiche.di sicurezza o quello che volete,faccia qualcosa di definitivo”.





