L'ex consigliere comunale Gabriella Badano interviene sulla querelle politica che si sta tenendo sul nostro giornale.
“Sembra sfuggire a molti - afferma Gabriella Badano - che le elezioni che ci saranno a maggio determineranno le future condizioni ambientali, di lavoro e di vita per tutta la comunità imperiese, quali scelte sul traffico e sulla vivibilità cittadina, sul lavoro e sul tempo libero, sull'urbanistica e la politica scolastica, su cosa sia cultura, sul futuro dei giovani e sui servizi per gli anziani, per citarne solo alcune.
Chiunque vinca sceglie per tutti e governa – numeri permettendo – per i prossimi 5 anni. Sono ovvietà, ma sembrano, nel migliore dei casi, secondarie rispetto alle questioni, ritenute prioritarie, di schieramento e di alleanze.
Andiamo alle elezioni anticipate perché l’amministrazione di centrodestra non è stata più in grado di proseguire un governo in crisi e profondamente diviso ed anche perché le forze di opposizione hanno scelto di far cadere, insieme ad un pezzo di centrodestra, lo Strescino bis.
Condizioni, queste, che avrebbero dovuto essere il terreno favorevole per costruire un’alternativa reale a partire di chi ha lottato contro le scelte scellerate delle amministrazioni di centrodestra di cui ogni giorno sentiamo il peso. L’alternativa , però, non si può costruire all’interno delle segreterie dei partiti né discussa a colpi di comunicati stampa .
Sono convinta che in democrazia il ruolo dei partiti sia ancora necessario, ma quando è indispensabile costruire una alleanza che voglia vincere e governare è obbligatorio allargare il confronto a quanti ( sono molti!), organizzati e non, abbiano proposte, idee, percorsi sul futuro della città. E’ necessario che la scelta del candidato sindaco emerga da un confronto largo, inclusivo, il più ampio possibile.
L’incertezza e la confusione che si sono determinate nella situazione politica locale,invece, si traducono in proposte incomprensibili : non c’è ragione alcuna, né politica, né personale, che possa motivare la proposta di candidare come sindaco il vicesindaco dell’amministrazione che sei mesi prima si è fatta cadere ritenendola incapace di governare ed inaffidabile.
Forse gli organi dirigenti che elaborano ipotesi e proposte non hanno occasione di confronto con la gente al di fuori del partito di cui fanno parte: non parlano con i colleghi di lavoro, non fanno la spesa, non vanno al cinema né si incontrano con gli amici, non usano la rete. Diversamente avrebbero ascoltato come la pensano in merito molti cittadini che pensano di rappresentare ed avrebbero, in più, evitato la smentita indignata e stizzita degli alleati immaginari.
La nostra forza, la forza chi vuole proporsi come alternativa al sistema che ci ha governato negli ultimi 15 anni, dovrebbe essere la capacità di fare scelte motivate e trasparenti, il più allargate possibili su candidati e scelte per la città, e la forza di potersi presentare come persone credibili, capaci, oneste e che lavorano per costruire un futuro diverso per la città".





