Una nostra lettrice, L.V., ci ha scritto per fare alcune considerazioni riguardo allo sciopero di alcuni dipendenti del Casino di Sanremo:
“Innanzi tutto vorrei ringraziare, contrariamente a ciò che ha fatto il signor Semeria, tutti coloro che quel giorno hanno lavorato permettendo all’azienda che da anni gli elargisce un lauto stipendio, di aprire qualche tavolo. Grazie per il vostro senso di responsabilità che in un momento di grande crisi come quello attuale è da elogiare, anche se in realtà avete fatto solo il vostro dovere. Vorrei poi suggerire al signor Sindaco di non cedere ai ricatti di nessuno, se qualcuno non ritiene di volere stare nella sua maggioranza che vada, non c’è nessun obbligo se non quello di essere coerenti. Il signore in questione è stato eletto per tutelare gli interessi della categoria all'interno del Consiglio Comunale, ebbene provi a tutelarli dall’opposizione. Il casino è stato in parte il motore trainante dell’economia cittadina, ma non è l’unico: pensiamo alla floricoltura o al turismo e allora paradossalmente mi chiedo perchè il declino di tali settori non è considerato alla stessa stregua. Chiudono aziende floricole e alberghi a ripetizione ma nessuno sembra farci più di tanto caso, forse perchè costoro non possono, con uno sciopero, ricattare nessuno? Eppure creano, anzi hanno creato, lo stesso tipo di disoccupazione e con gli stessi numeri, ma non possono fare sciopero e non sono politicamente spalleggiati. Già è facile scioperare contro pantalone, ma se lo si deve fare chiudendo la propria azienda e quindi vedendo diminuire i propri utili è più difficile, perchè un buon padre di famiglie sa che se non lavora non mangia. In buona sostanza credo che la ragione stia come al solito in mezzo, sicuramente all’interno della casa da gioco ci sono sprechi (ma i sindacati se ne accorgono solo ora), ci sono persone politicamente protette che non lavorano, ci sono dirigenti che sono stati messi li per questioni politiche, c’è da riorganizzare tutto il personale, ma oggi i sacrifici sono richiesti a tutti ed è vergognoso che questi privilegiati con stipendi da favola, non vogliano fare il primo passo. Noi dipendenti qualunque, laureati a 1200 euro al mese senza quattordicesima, senza punto mancia, senza distacchi sindacali, siamo stufi di vedere questi continui ricatti da chi dovrebbe baciare il pavimento in ginocchio ogni volta che entra in azienda, solo per il fatto di avere avuto la fortuna, o il padrino politico, che li ha fatti assumere e che a permesso loro di fare la bella vita fino ad oggi. Signori, la gente comune, coloro che il posto di lavoro non ce lo hanno garantito, è stufa di vedere i vostri giochetti, siate contenti di ciò che avete accettate sacrifici, magari date l’esempio e soprattutto fatela finita, non invocate il Commissario di Governo perchè come faceva notare un lettore in una mail precedente, potrebbe essere costretto a soluzioni più drastiche”.





