Un nostro lettore di Imperia, Giovanni, ci ha scritto per dire la sua su Crozza e Codacons:
“Sono francamente nauseato dalle polemiche sulla performance dell'ottimo Crozza al festival. Sono profondamente deluso da tutta la politica e personalmente non mi sento rappresentato da nessuno dei... personaggi in lizza per diventare capo del Governo, ma, detto questo, una cosa è certa. Se avessi un'idea chiara su chi votare, potrebbero anche dedicare tutte le trasmissioni di satira politica a prendere in giro il mio candidato preferito, ma questo non cambierebbe di una virgola la mia volontà. E' impensabile ritenere che la satira, per quanto pesante possa essere, possa incidere negativamente sull'esito finale delle elezioni e trovo quantomeno risibile il fatto che su questo possa esprimersi anche il Codacons che sarebbe meglio si interessasse di altri problemi della gente comune che non siano la satira televisiva. Non dimentichiamo poi che mi pare che nei suoi spettacoli e tutto sommato anche al Festival, Crozza abbia preso di mira un pò tutti i candidati, proprio nell'ottica di una par condicio che, personalmente, trovo una cosa disgustosa o, quantomeno, gestita malissimo. Qualcuno ad esempio può spiegarmi perché in questo periodo non sia possibile ad una trasmissione come ‘Striscia la notizia’ andare a porre domande ai vari Sindaci e Assessori sulle magagne che affliggono le nostre città sullo sperpero dei soldi pubblici? Il cittadino ha diritto di sapere a chi deve dire grazie anche nel periodo pre-elettorale e la mia idea è che questa storia della par condicio sia solo uno zerbino sotto il quale nascondere la polvere dei singoli partiti, movimenti o come preferite chiamarli. Non abbiamo bisogno di par condicio per sapere come questi signori, dal primo all'ultimo, non solo non siano disposti ad un minimo sacrificio per cercare di contribuire al miglioramento dello stato sociale delle classi più deboli, ma soprattutto, vivano in un mondo tutto loro nel quale, come ben rappresentato dallo stesso Crozza, un noto industriale ora anche politico italiano, all'apprendere che molti connazionali vivono con una pensione di 500 € o poco più si domanda ‘Forse volevate dire 500.000 €. Ma scusate, ma la moneta italiana non è il mila Euro?’. Poveri noi”.





