Al Direttore - 13 febbraio 2013, 07:31

Il commento alla prima serata del Festival da una simpatizzante dell'Anga di Imperia

Tema centrale la cronica assenza di fiori sul palco.

Il commento alla prima serata del Festival da una simpatizzante dell'Anga di Imperia

“Da bambina per seguire il festival di Sanremo mi accovacciavo sulla sedia, gomiti sulle ginocchia, mento fra le mani e occhi fissi allo schermo. Rimanevo estasiata tra musica, canzoni, vestiti e fiori. Gli anni sono trascorsi e il festival della canzone italiana, come molti altri programmi si è trasformato. Sempre più tecnologico”.

Lo scrive al nostro giornale Laura Pasi, simpatizzante regionale di Anga Imperia - Giovani di Confagricoltura, che prosegue: “Quello del 2013 lo stiamo commentando in diretta tramite un social tv, i pensieri dei cantanti li leggiamo su twitter o facebook, un palco senza un confine, quasi un tutt’uno con la platea. Non possono certo mancare i presentatori e i…fiori! Come non associare il festival di Sanremo ai fiori? Ma anche qui la situazione è cambiata. Lungi da me far polemica ma osservare una kermesse con il palco supermoderno senza l’abbellimento delle decorazioni floreali, senza cioè colore e calore, non lo sento più come il ‘mio’ festival. Questa scelta è stata spiegata come una lotta agli sprechi e per scelta di scenografie più ‘ecologiche’. Sono convinta di non aver capito bene, perché cosa c’è di più naturale di un fiore con le sue emozioni positive che sa suscitare, ed in un momento di crisi economica si dava l’opportunità di aumentare il lavoro di coloro che operano nel settore. Sì, lo ammetto, sono di parte, adoro i fiori e trovo che questi potessero essere un ottimo accompagnamento alla musica, un sottofondo ai testi, una fusione tra il sentire ed il vedere. Sono certa che con l’impegno si sarebbe potuto superare anche le problematiche inerenti le riprese televisive, ma si sa una semplice spettatrice non può molto, se non chiedersi: distinguersi o estinguersi?”

Carlo Alessi

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