"Lo sport deve avere una maggiore considerazione:" con questa premessa Giuseppe Fassola, legale rappresentante del 'Solaro Sporting Club', sede dell’associazione sportiva dilettantistica 'Tennis Club Solaro', ha chiesto all’amministrazione comunale di considerare l’impianto sportivo come una categoria a sé stante ai fini dell’applicazione dell’Imu. Chiedendo quindi al Comune di Sanremo, nella persona del sindaco, di applicare l’aliquota minima prevista dalla legge, come sua facoltà.
Spiega Fassola: “Con l’entrata in vigore dell’Imu, il Comune di Sanremo ha fissato le percentuali applicabili alle diverse categorie di immobili. L’impianto del Solaro Sporting Club è stato costruito nel 1979 da 324 soci fondatori, con l’intento principale di svolgere un’attività sociale, e che al riguardo fu redatta e accettata una Convenzione con il Consiglio comunale che imponeva determinati obblighi a tale società, riconoscendo all’impianto la definizione di 'pubblico', ancorché di proprietà privata. Come contropartita, qualora fosse esistita una tassazione comunale qual è oggi l’Imu, questa sarebbe stata certamente considerata nella Convenzione stessa".
Il legale rappresentante del Solaro Sporting Club sottolinea quindi che l’impianto non rientra tra le categoria previste dall’Imu in quanto è appunto un impianto sportivo sottoposto a convenzione pubblica, un impianto sportivo strumentale per destinazione e per natura, e un impianto sportivo costituito e posseduto da soggetto passivo Ires. E che, a dimostrazione delle finalità non lucrative, in 32 anni di esistenza non ha mai distribuito alcun utile ai soci. Davanti all’applicazione dell’aliquota Imu attuale, ossia la massima, il 'Solaro Sporting Club', per far fronte alle spese, si è visto costretto a ridurre drasticamente la sponsorizzazione dell’associazione sportiva dilettantistica 'Tennis Club Solaro', mantenendo solamente la copertura dei costi per l’attività giovanile, e non quella delle altre formazioni, i cui giocatori, per poter partecipare ai campionati a squadre, come ad esempio la 'Riviera dei Fiori' o le serie D1, D2 e D3, e la prestigiosa serie C maschile, fiore all’occhiello del Club, dovranno necessariamente autotassarsi. Tale circostanza, emersa nel corso di un’assemblea convocata per venerdì scorso, ha destato grande malumore, ma anche sorpresa di fronte all’applicazione dell’aliquota massima dell’Imu.





