“La vicenda della mini proroga di cinque anni delle concessioni balneari approvata oggi al Senato nell’ambito del dl decreto sviluppo bis è stata oggetto, tranne poche e lodevoli eccezioni, di un vero e proprio festival di dichiarazioni allarmistiche che ha comportato la criminalizzazione di un intero comparto economico cruciale per l’intero Paese”. E’ quanto affermano in una nota le Associazioni di categoria degli imprenditori balneari (S.I.B. Sindacato Italiano Balneari - Confcommercio, FIBA - Confesercenti, CNA - Balneatori e Assobalneari Italia – Confindustria).
“Si è gridato da più parti – proseguono . alla lesione dell’ambiente, mentre la disciplina di questo settore dei litorali è minuziosamente disciplinata da leggi, regolamenti e innumerevoli strumenti di pianificazione demaniale, ambientale e urbanistico dalle Regioni e dagli Enti Locali alla quale tutti i titolari – attuali o eventualmente futuri, si attengono o dovranno attenersi. Pertanto è del tutto irrilevante per l’ambiente se il titolare di una concessione demaniale sia l’attuale o un altro”.
“A tutti i clienti che oggi leggono che i ‘balneari’ italiani costerebbero 650.000 euro al giorno allo Stato italiano vorremmo semplicemente dire che ‘non è vero’!” In questo caso parlano le ‘spiagge liguri del ponente’, che proseguono: “La Spagna che ha chiesto e ottenuto 75 anni... pensate che debba pagare per 75 anni 650.000 € al giorno? Non e' stata aperta nessuna procedura di infrazione della UE contro lo stato italiano per le concessioni demaniali ne tantomeno in Spagna. Semplicemente è in atto una campagna mirata a diffamare la categoria dei balneari che ha il preciso scopo di impossessarsi di quello che abbiamo creato senza neppure darci 2 euro indietro di buonuscita. I giornali che stanno dandovi in pasto questa (falsa) notizia stanno facendo un lavoro sporco e agevolando i grandi potentati economici che ci vogliono mangiare”.





