Come è noto, nell’assordante silenzio di tutte le forze politiche, la sola ‘Officina città’ ha sollevato nelle scorse settimane la problematica della inaccettabile variante urbanistica che il Comune di Imperia ha accordato, senza condizioni, alla Provincia di Imperia, in relazione alla ex Caserma dei Vigili del Fuoco di Via Delbecchi. Una variante che consentirebbe la realizzazione di un volume massimo di 13.500 mc, di 18 metri d’altezza, sul confine del lotto interessato, il tutto con destinazione abitativa e, stando alle trattative avviate, che la Provincia vorrebbe vendere al’ARTE per la realizzazione di case popolari”.
Lo scirve ‘Officina città’ in risposta all’Assessore Provinciale Raineri. “Abbiamo detto perché siamo contrari – prosegue - come crediamo tutti i residenti nella zona, visto il contesto urbanistico saturo in cui tale intervento si andrebbe ad inserire. Registriamo oggi l’intervento dell’Assessore Raineri della moribonda Provincia di Imperia che, rispondendo alle critiche piovute peraltro solo da ‘Officina città’, afferma che la Provincia sarebbe stata attaccata ‘perché liberiamo dal degrado un’area pubblica in centro città, rivalorizzandola’. Non sappiamo se l’Assessore Raineri conosca i termini della variante, ne dubitiamo e lo invitiamo a verificarli, atteso che definire una ‘rivalutazione della zona’ un nuovo volume abitativo di 13.500 mc, alto 18 metri, in una zona urbanisticamente satura è quanto meno paradossale. Però, atteso che egli stesso ammette che detta operazione di speculazione immobiliare (perché di questo si stratta) si deve fare perchè ‘altrimenti l’ente (Provincia ndr) fallisce’, sorge spontanea una domanda: se la situazione è questa, non sarebbe forse il caso che chi ha amministrato la Provincia in questi anni e l’ha portata al fallimento si dimettesse, invece di cercare di salvare la sua poltrona danneggiando i cittadini di una zona della città già seriamente compromessa da una eccessiva edificazione? Sarebbe un bel gesto. Del resto, chi porta al fallimento una società che è stato delegato ad amministrare, di regola, o si dimette o viene cacciato dai soci. Perché per un ente pubblico dovrebbe essere diverso? Non ci facciamo illusioni, nessuno si dimetterà. Figuriamoci”.
“Confidiamo però che i soci – termina ‘Officina città’ - ovvero i cittadini, caccino per sempre dalla vita politica questa classe di amministratori, che tanti danni hanno causato e stanno causando al nostro territorio”.





