Un auditorium gremito, quello della Camera di Commercio di Imperia, ha accolto il presidente della Regione Puglia e leader di Sinistra Ecologia e Libertà, Nichi Vendola. Dopo la tappa matuziana, Vendola ha fatto appunto scalo ad Imperia dove poco prima del suo intervento ha incontrato una delegazione dei profughi di guerra stanziati a Nava (Imperia) che martedì scorso ha manifestato davanti alla questura chiedendo di essere messi in regola.
Vendola ha espresso loro la propria vicinanza e solidarietà auspicando che le istituzioni riescano a risolvere la problematica al più presto. In sala erano molti esponenti del PD locale tra cui Giuseppe Zagarella e Paolo Verda ma anche molte famiglie con bambini al seguito, studenti e pensionati. Primo a parlare un giovane studente universitario che ha lasciato poi la parola ad un professore universitario che ha illustrato a Vendola i motivi della protesta dei docenti in corso. Il Presidente della Puglia si è inizialmente soffermato sul tema della scuola pubblica e del modello berlusconiano. Vendola ha parlato anche dei diritti civili e delle elezioni di primavera.
“Se mi trovassi nella condizione in cui si è trovata Eluana Englaro - ha detto Vendola - vorrei avere la possibilità firmare un pezzo di carta, un testamento biologico. Vorrei vivere in un paese in cui la libertà religiosa non vada ad intaccare l'essenza di uno Stato che deve rimanere laico. L'Italia ha un debito di civiltà che con le prossime elezioni cercheremo di iniziare a saldare.
Il campo da gioco è il centro sinistra e sento il dovere di essere un costruttore di unità e di vincere una sfida che porterà questa unità a governare il Paese. Sono amareggiato per le dichiarazioni di Bersani che vorrebbe nel suo Governo la Fornero. Siamo in un'epoca triste e buia nella storia dell'occidente dell'Europa. Dobbiamo cucire con pazienza la tela dell'unità. Bisogna unire le due parole: politica e speranza spiegando a chi generalizza che non siamo tutti uguali perché la nostra politica parla della vita ed evoca il bisogno di cambiamento. Noi ci stiamo provando”.
L'intervista:
































