Politica - 10 ottobre 2012, 17:38

Sanremo: crisi del Casinò. Il Pd attacca "Più trasparenza e accesso ai dati, no all'utilizzo di tasse e beni immobili"

" Ci viene negato l'accesso agli atti del Casinò. I tributi della collettività non possono andare alla casa da gioco" ha affermato Andrea Gorlero

Un piano industriale credibile, più trasparenza e accesso ai dati, no all'utilizzo di tasse e beni immobili per ripianare i debiti: questi in sostanza i punti fermi del Pd matuziano sulla gestione della Casino Spa e le scelte conseguenti dell' Amministrazione comunale.

Più unito che mai, il Partito, nelle persone del segretario cittadino Mario Robaldo, il capogruppo in consiglio comunale Andrea Gorlero, il segretario provinciale Leandro Faraldi, ribadisce la sua preoccupazione sul fronte casa da gioco e conseguenze per la collettività.

“Torniamo sul Casinò perchè siamo ad un punto di non ritorno ed è urgente intervenire – ha esordito Robaldo – non accettiamo che tasse di qualsiasi genere vadano a ripianare il buco del Casinò che tra l'altro si comporta come un privato negando l'accesso al controllore comunale per vedere qual è la situazione”.

Una situazione complessa e 'grave' quella del Casinò, secondo in Italia per presenze a all'ultimo posto per incassi, ricordano gli esponenti del Pd riassumendo il quadro nei numeri elencati dal capogruppo in consiglio comunale: 80 milioni di euro di introiti nel 2009 e 30 milioni nel trend 2012 con un decremento degli incassi di circa il 40%, migliora il fronte spese per costi di gestione passati da 51.5 milioni nel 2009 a 45.5 milioni nel 2012 ma, avverte Gorlero “L'operazione riduzione costi è iniziata ma non è sufficiente rispetto al trend”.

Secondo il rappresentante del Pd, infatti, nella casa da gioco ci sono i sintomi di un'inadeguatezza nell'offerta di giochi e servizi alla clientela, vedi la contrazione di oltre 1 milione di euro dell'online. Chiediamo maggiore trasparenza e vogliamo sapere quello che sta accadendo – ha aggiunto Gorlero - Chiediamo di accertare i prepensionamenti, le assunzioni interinali e cosa sta succedendo sull'appalto bar ristorante. Ci viene negato l'accesso agli atti del Casinò. I tributi della collettività non possono andare al Casinò”.

No del Pd anche al conferimento di immobili da parte del Comune nel capitale di Casinò Spa per riequilibrarne i conti. "Il casinò ha un debito verso il Comune di 15 milioni e mezzo di euro di proventi non pagati 2011 2012, poi è una società che non presenta mai un piano industriale da cui si possa evincere il ritorno degli investimenti – ha ribadito ancora Gorlero - Vogliamo portare la questione in consiglio comunale, se non c'è un piano credibile non c'è un effettivo rilancio”.

Tra gli altri punti toccati dal Pd matuziano anche la richiesta di una maggiore responsabilizzazione del management del casinò sui risultati di gestione “Non vogliamo far saltare le teste ma capire se ci sono responsabilità o errori – ha sottolineato Gorlero – c'è anche poi l'operazione Tfr mai fatta, il Comune deve 5 milioni e mezzo al Casinò. Insomma, la posizione del Pd è decisa, saremo obbligati a fare battaglia perchè l'atteggiamento dell'amministrazione comunale e del Cda non è attento verso la situazione drammatica".

Unanime il parere del segretario provinciale Faraldi che non nasconde il sospetto sulla sottostima dei dati “Se fino ad oggi drogavano le cifre in eccesso, oggi al contrario invece che dire 50 51 dicono 49 milioni. C'è il sospetto che davanti alla manifesta incapacità del casino di produrre introiti, casinò possa pagare sei milioni dei 15 che devono darci. Abbiamo il terrore che questa amministrazione debba sottrarre soldi al Comune e prenderli dai soldi delle tasse della gente – ha concluso Faraldi - Abbiamo accettato l'aumento delle imposte (Tarsu, asili.. ) ma queste risorse non possono essere drenate per le incapacità del Casinò. Per noi la priorità è la città. Il nostro interesse è che quella macchina produca profitti e presenze”.


Silvia Iuliano

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