Politica - 07 settembre 2012, 07:11

Sanremo: presentata dal Dirigente alla Giunta la storia della ripartizione degli incassi del Casinò

Il futuro cosa riserva alla casa da gioco matuziana? Difficile a dirsi ma non sembra certo roseo con la concorrenza, a volte anche sleale dei giochi già menzionati.

Sanremo: presentata dal Dirigente alla Giunta la storia della ripartizione degli incassi del Casinò

Il dirigente del settore (società partecipate), Danilo Sfamurri, ha presentato alla Giunta Comunale di Sanremo, le determinazioni per il riparto dei proventi dei giochi del Casinò, per l’anno in corso. Dallo sguardo della tabella, riguardante gli anni compresi tra il 2005 ed il 2012, la sensazione è davvero disarmante. Innanzi tutto in tema di incassi, visto che si leggono 87 milioni di euro per il 2005, 90 nel 2006, 92 nel 2007. Quindi il crollo: 83 nel 2008, 78 nel 2009, 74 nel 2010, 65 nel 2011 e la previsione per il 2012, che al momento è di 56 milioni di euro.

Le quote ‘ante riparto’, spettanti agli altri enti (Comuni, Provincia ed altro), è scesa gradualmente dal 6% del 2005 allo 0,5% di quest’anno: la quota fissa è scesa dai 438mila euro ai 200mila di quest’anno mentre le percentuali, dai 4,3 milioni del 2005 ai 43mila euro di quest’anno. La quota della Provincia da 433mila a 22mila euro. L’ex Apt riceveva 350mila euro fino al 2009, 300mila nel 2010 e 2011, nulla riceverà quest’anno.

Della quota di spettanza della Casinò Spa se ne è già parlato ma un ‘remember’ è sempre da fare: nel 2005 rimanevano nelle casse di corso Inglesi 41 milioni, pari al 48%, fatto salire al 57% l’anno dopo. Quindi si è passati al 53% del 2007, per poi salire vertiginosamente fino all’81% di quest’anno, per garantire la sopravvivenza dell’azienda, che altrimenti non avrebbe potuto proseguire a pagare gli stipendi. In pratica la spettanza della Casinò Spa è quasi sempre immutata, tra i 41 milioni del 2005, i 51 del 2006, per poi attestarsi tra 46 e 47 milioni tra il 2007 ed oggi.

Per chiudere risulta importante il dato relativo alla risorsa del Casinò, che entrava a Bilancio in Comune. Nel 2005 fu di 33 milioni, scesi a 23 nell’anno successivo; 29 milioni nel 2007 e, quindi caduta libera: 23 nel 2008, 21 nel 2009, 17 nel 2010, 13 nel 2011 e, previsti per quest’anno 3,4 miseri milioni di euro. Di chi è la colpa di tutto ciò? Ovviamente molti sindacati puntano l’indice sulla gestione, anche se sembra piuttosto ovvio che lo si dovrebbe fare contro il netto cambio del gioco. L’on line, i casinò sul web per non parlare delle ‘new slot’ che imperversano in tutti i locali, sia della provincia che della nazione. Per non parlare della globalizzazione del gioco con le scommesse sportive e molto altro.

Il futuro cosa riserva alla casa da gioco matuziana? Difficile a dirsi ma non sembra certo roseo con la concorrenza, a volte anche sleale dei giochi già menzionati.

Carlo Alessi

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