Il nostro lettore Tiziano Gramondo ci ha scritto, inviandoci anche una foto, per commentare il 'recupero' della 'Dea Diana', a Diano Marina:
"E’ indubbiamente un fattore predominante nella cultura leghista considerarsi dei 'barbari', inteso come coloro che negli anni dal profondo nord invasero e misero a soqquadro l’Impero romano. Non me ne voglia il Sindaco Chiappori, ma purtroppo egli presta il fianco a mie continue polemiche: un ulteriore gradino si è aggiunto con il 'parziale' recupero della 'Dea Diana', che ha sempre fatto, dal dopoguerra ad oggi, da invito alle spiagge e agli alberghi di Sant'Anna. Non oso pensare allo stupore che proverebbe il povero Maestro Casati, che eresse il bassorilievo incastonato in una struttura atta a valorizzare formelle di porcellana contornate da piastrelle omogenee. Ora, senza nulla togliere all’abilità tecnica dell’esecutore, qualcuno, spero ponderatamente dal punto di vista artistico-amministrativo, ha pensato bene di asportare tutta l’opera lapidaria originale, costituita da maiolica colorata con ramina, e di sostituirla con piastrelle industriali ridipinte in stile floreale naif, per altro di un colore celestino/grigio che nulla ha a che vedere con le formelle raffiguranti la 'Dea Diana', le quali peraltro sono rimaste da restaurare. E pensare che a solo mezz’ora d’automobile c’è Albisola, riconosciuta in tutto il mondo capitale dell’arte della ceramica. Quello che stupisce è che fino ad oggi non vi sia stata nessuna presa di posizione. O forse la rassegnazione prevale?"





