Politica - 10 agosto 2012, 18:28

Sanremo: a rischio i posti de la coop. Il Cammino, la denuncia da Confcooperative

Da sinistra, Marcello De Michelis presidente della Confcooperative di Imperia; Massimo Scialanca responsabile Fisascat - CISL; Sergio Oderda, presidente de Il Cammino.

Da sinistra, Marcello De Michelis presidente della Confcooperative di Imperia; Massimo Scialanca responsabile Fisascat - CISL; Sergio Oderda, presidente de Il Cammino.

"A due mesi dal primo incontro fra i responsabili di Confcooperative, alcune delle cooperative aderenti ed i sindacati, nulla si è mosso rispetto al centinaio i posti di lavoro a rischio (di cui 46 solo per la Cooperativa Il Cammino di Sanremo) per il diminuito interesse degli enti, principalmente  i comuni, nei confronti di chi ha già una marginale posizione  per problemi fisici, psichici, giudiziari con la minaccia di una conseguente preoccupante ricaduta sul tessuto sociale dell’estremo Ponente Ligure finanziariamente gravosa".

Denuncia Sergio Oderda, presidente de Il Cammino: "Chiediamo, a due mesi dal primo vano invito, al Prefetto di Imperia, Dottoressa Fiamma Spena, un incontro per valutare la grave situazione venutasi a creare e dovuta alla scelta di alcuni comuni dell’imperiese di fare gara al ribasso dove a vincere è per esempio una cooperativa di Brescia. Questo senza rendersi conto che non facendoci lavorare siamo costretti a lasciare per strada persona disagiati e svantaggiate con problemi di droga e di giustizia che potrebbero in mancanza di lavoro tornare a delinquere e sarebbero totalmente a carico dei servizi sociali con un aggravio di spese di molto superiore all’affidamento a noi della gara d’appalto. 

Siamo fortemente preoccupati dalle discriminate politiche di tagli operate dalle pubbliche amministrazioni  nel territorio della nostra Provincia.  – e continua -  Politiche miopi che, ignorando le garanzie fissate da una legge dello stato la 381 del 1991, stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza di diverse cooperative sociali non procedendo ai rinnovi di affidamenti di forniture  di beni e servizi di importo inferiori alla soglia comunitaria".

Sottolinea Marcello De Michelis, presidente di Confcooperative Imperia, (rappresentante di 47 cooperative con un fatturato annuo di 42 milioni di euro, 5 mila soci, cooperative che danno lavoro ad oltre 800 persone nel solo imperiese): "E’ una situazione che rischia di diventare esplosiva sotto l’aspetto dell’ordine pubblico e finanziario. Occorre che qualcuno degli enti preposti ci ascolti, il Prefetto in particolare”.

Per Massimo Scialanca, responsabile Fisascat Cisl, intervenuto oggi (10 agosto) alla riunione  svoltasi a mezzogiorno presso la sede de Il Cammino a Sanremo a nome di tutti i sindacati: “Esprimo solidarietà ai lavoratori ed alle Cooperativa e rammarico per la scarsa valutazione complessiva finora fatta dalle amministrazioni comunali. Ci batteremo a fianco  delle Cooperative perché questa gravosa questione occupazionale abbia una soluzione. Al comma 1 dell’articolo 1 della legge  numero 381 emanata l’8 novembre 1991 che ha come oggetto: disciplina delle cooperative sociali si legge: ‘Le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione dei cittadini svantaggiati".

"Non solo. Il comma 4 della suddetta legge cita testualmente: ‘Per le forniture di beni e servizi le amministrazioni comunali possono inserire l’obbligo di eseguire il contratto con le persone svantaggiate di cui all’articolo 1 comma 1’ – Afferma Sergio Oderda de Il Cammino e continua – Mi chiedo ora perché i comuni frappongano tutta una serie di difficoltà burocratiche che finiscono con il rendere non competitive le nostre offerte escludendo persone già svantaggiate che molte volte hanno l’unica ‘canche’ di trovare lavoro da noi".

Stefano Michero

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