"Non ho visto ultimamente lettere di gestori di stabilimenti balneari e data la stagione e la zona me ne meraviglio. Non vorrei quindi 'svegliare il can che dorme', ma proprio oggi 30.000 stabilimenti balneari in Italia tengono gli ombrelloni chiusi (abbastanza simbolicamente) per protestare contro la direttiva europea Bolkenstein, che dichiara obbligatorie dal 2016 le aste per le concessioni demaniali.
Ho visto in provincia di Savona affissi negli stabilimenti balneari dei manifesti titolati 'NO ALLE ASTE DELLE MAFIE'. A parte che anche senza aste, le mafie sono già presenti in Liguria come dimostrano le cronache, questa protesta per categorie è diventata stucchevole (tassisti, farmacisti, notai, avvocati ecc.). La costa oltretutto è suolo pubblico come lo è l’etere per le cui frequenze già sono previste aste per la telefonia con positivi risultati per l’erario e con qualche resistenza anche per le tv.
E’ ora che lo stato metta in concorrenza i privati che vogliono le concessioni ottenendone maggiori introiti a beneficio dei cittadini tutti e non lasciare che le concessioni vengano tramandate di padre in figlio o peggio siano oggetto di oscuri traffici e corruzioni.
Roberto Barbaruolo".





