Mentre Sanremo cerca di correre ai ripari per arginare la crisi sempre più grave degli incassi del casinò, la casa da gioco di Venezia continua a puntare sulla privatizzazione. Un passaggio tanto importante quanto delicato, visto come unico rimedio per tentare di invertire o comunque arrestare questo trend verso il basso. E' infatti ormai innegabile e sotto gli occhi di tutti che il gioco sia cambiato e che dalle sale tradizionali, con tavoli versi e slot machines, si sia spostato su new slot da bar e sulle tantissime lotterie e gratta e vinci.
A Venezia è infatti già a buon punto la procedura per selezione dell'Advisor finanziario per la valorizzazione della Cmv Gioco, società interamente partecipata dalla società Casinò Municipale di Venezia Spa. Il Comune di Venezia, con delibere di consiglio del 23 aprile scorso e di giunta del 7 giugno, ha autorizzato il Consiglio di Amministrazione della Casinò ad individuare un soggetto finanziario che supporti il Comune di Venezia e la società nel progetto di valorizzazione, compresi tutti i beni strumentali, nell’ipotesi in cui si proceda con l'individuazione di un nuovo concessionario, appunto un privato. La consulenza economico finanziaria dovrà anche determinare il valore del canone di concessione, da fissare come base d’asta.
Proprio ieri si sono presentati in cinque come candidati per questo ruolo di advisor finanziario. Adesso, entro venerdì prossimo, una commissione nominata dal cda della Casinò di Venezia Spa valuterà le candidature e farà la sua scelta.
In definitiva Venezia va avanti e Sanremo cosa vuol fare ? In passato si era già parlato di privatizzazione anche per il casinò della città dei fiori, ma poi il discorso non era più andato avanti. A caldeggiarlo era stata la Lega Nord, la stessa che invece a Venezia sta ostacolando il progetto.





