“Il fermo dei lavori del parcheggio in piazza Benza al Parasio conferma l’approssimazione e la superficialità con cui è stato concepito il progetto “Dal Parasio al mare”. L'hanno dichiarato Mauro Servalli, coordinatore cittadino di SEL e Carla Nattero,ex consigliere comunale.
"L’ex-amministrazione Strescino per la paura di perdere il finanziamento ha fatto tutto in fretta, molto probabilmente non ha riflettuto a sufficienza sulla logica generale del progetto e sulla sua reale possibilità di attuazione; ha soprattutto badato, invece, ad ottemperare, nella maniera più facile possibile, ai requisiti richiesti per riuscire a ottenere il finanziamento. - spiegano i due esponenti di SEL - Si spiegano così gli ascensori, inutili, unicamente finalizzati a riempire la casella “mobilità” del progetto che è una delle più importanti per accedere al finanziamento europeo. Si spiegano con la stessa logica i parcheggi in piazza Benza. I parcheggi, a differenza degli ascensori, sono utili, però la loro localizzazione è sbagliata, esposta ai rischi che puntualmente si sono verificati".
Già dai tempi della costruzione del parcheggio Toscanini (più di vent’anni fa) era stata prospettata la possibilità di fare un parcheggio sotterraneo in Piazza Duomo ma era stata scartata, come del resto fu scartata successivamente l’ipotesi di costruirne uno in Piazza San Francesco perché era senso comune che in entrambi i luoghi si potessero ritrovare i resti delle antiche mura, rispettivamente del Parasio e di Oneglia. - dicono Servalli e Nattero - L’Imperia Servizi, che nell’idea del PDL locale era nata soprattutto per costruire parcheggi e non per gestire le aree a pagamento, prima di scegliere il sito di Piazza Mameli ci aveva riprovato con Piazza Benza ma aveva dovuto desistere, come ha ricordato opportunamente Ramoino che allora rappresentava appunto il centrosinistra nel consiglio di Amministrazione.
Quindi quando il progetto è stato discusso (non ufficialmente in Consiglio Comunale ma in presentazioni varie o su sollecitazione di question time) questo problema è puntualmente venuto fuori, e lo hanno ricordato in queste settimane i diversi consiglieri comunali che l’avevano evidenziato. Del resto è stato anche sottolineato il problema delle falde acquifere presenti nell’area, che si evince anche da tanti documenti storici che ricostruiscono la difficile impresa ottocentesca della “Fabbrica del Duomo”. - aggiungono - Come ha fatto, con una tale mole documentale, la Soprintendenza a dare il benestare è un mistero. La perizia richiesta dal comune alla Gea, pur evidenziando qualche incertezza sul loro tracciato, non lasciava dubbi , con tavole storiche e cartine, sulla presenza del complesso delle mura. I resti ritrovati, molto significativi nella loro dimensione e nella loro localizzazione, non possono essere sbrigativamente liquidati come “quattro pietre”.
Questa visione irrispettosa della storia locale e delle caratteristiche storiche dei luoghi ha prodotto tantissimi scempi nel nostro territorio e non può essere riproposta disinvoltamente per l’ennesima volta. La Soprintendenza deve esaminare accuratamente i resti e darci un’ipotesi scientificamente fondata di quel che si è trovato e di quel che si può ancora trovare. La Regione Liguria deve essere sollecitata, nel caso probabile che i resti delle mura interessino l’intera area, ad autorizzare una collocazione alternativa per il parcheggio. Certo che questo grave episodio mette in rilievo ancora una volta, come il progetto “Dal Parasio al mare”costituisca una grande occasione sprecata. - chiosano - Per il modernismo eccessivamente impattante del nuovo arredo del Parasio. Per l’installazione ambientalmente disastrosa dei due ascensori, in merito ai quali anche noi chiediamo se le soluzioni alternative proposte dal Comitato sono state, come pareva, accolte. E in ultimo per un parcheggio infattibile, che andrebbe a distruggere i resti delle antiche mura del Parasio, il borgo che teoricamente si vorrebbe valorizzare".





