Domani sera alle 21.30, in piazza Cisterna (traversa di via Palma, poco prima della chiesa di San Giuseppe) l'associazione 'Pigna Mon Amour' presenta gli 'Oggitani' in concerto, una band 'World music – Folk fusion' di Sanremo che tenta di unire la musica tradizionale, l’improvvisazione, la sperimentazione, la danza, il moderno e l’ancestrale.
Gli Oggitani, gruppo di ricerca sulla musica tradizionale del Mediterraneo, cercano tutto cio’ prendendo ispirazione dalle culture più antiche, con un approccio rispettoso della tradizione, ma nello stesso tempo riarrangiando i brani a per renderli più 'presenti' e per testimoniare un 'incontro armonico' tra le varie culture e tradizioni, cercando una musica che non vuole nè confini geografici nè temporali: gli stili si fondono uno dentro l'altro e differenti culture si compenetrano, e così, confrontandole, ci si accorge di essere tutti partecipi di una storia ricca di importanti diversità, ma nello stesso tempo con un origine comune.
La formazione classica del gruppo è in quartetto (violino, chitarra, basso e percussioni) e in repertorio hanno un 'viaggio musicale' nel Mediterraneo, dove il filo conduttore è la musica tradizionale. Gli 'Oggitani' sono: Sergio Caputo al violino, violino elettrico, voce e percussioni; Fabrizio Vinciguerra alla chitarra acustica, voce, percussioni; Roberto Sciacca al basso elettrico, voce; Belisario Fauzzi –cajon, darbouka, percussioni, e possono contare sulle collaborazioni di Hamid Moumen e Martino Biancheri. Il repertorio spazia dalle danze occitane, italiane e francesi: da scottish, rigaudon, curente, circoli, chapeloise, fino ad arrivare alla tradizione pugliese, alla tradizione violinistica delle montagne di Bergamo, all’antichissima musica sarda. Il viaggio continua con la musica gitana, dai Balcani al flamenco, alle tradizioni del Mediterraneo orientale: Grecia, Ungheria, Turchia, Curdistan e Israele, alla musica dell’antico nord Africa berbero (e Gnawa nello spettacolo con Hamid Moumen), e alla Belly Dance egiziana. Il tutto sapientemente e 'filologicamente' unito in uno spettacolare viaggio musicale adatto a tutti. Il quartetto ha solide basi musicali: diploma di conservatorio per violinista e chitarrista, e un approfondito studio del repertorio jazz-fusion per il bassista.
Sergio Caputo, professionista dal '93, ha suonato con eminenti personalità musicali, dapprima nel Pop : con DeGregori nell'album 'La valigia dell'attore', per i Subsonica nell'album omonimo, con Milva, in due cd per il Manifesto con Lalli, e due cd e un tour in Messico con i genovesi rock-progressive 'Finisterrae', le 'Masche', 'Charta de Mar' e gli svizzeri 'Artemondi' e 'Al-Cal Govend', oltre alle sigle per 'Zelig' con la sanremese 'Red Cat Jazz Band'. Nel '97 approda al folk piemontese e occitano con i 'Tendachent' e vari gruppi capitanati dal ghirondista Maurizio Martinotti (le Vija, Dona Bela, Pau y Treva), poi con il nizzardo Patrick Vaillant nel gruppo 'Arco Alpino', con Michel Bianco nel 'Corou de berra', e dal 2004 con 'La Paranza Del Geco' di Torino, suonando sui migliori palchi d'Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Polonia, Inghilterra, Senegal, Marocco, Messico. Nel teatro, le colonne sonore per gli spettacoli del: Teatro della tosse, Teatro Alfieri, Assemblea teatro, fino alla musica per 'Italian Folk Tales' insieme a John Turturro (Teatro Carignano e Piccolo di Milano, San Ferdinando di Napoli 2010). Due viaggi di ricerca in Marocco e quattro tour in Senegal, negli anni ha suonato in più di 40 progetti conoscendo moltissime etnie e culture musicali.





