Politica - 09 luglio 2012, 19:11

Imperia: occupazione del giardino della Banca d'Italia: la posizione di Giuseppe Fossati (FLI)

Imperia: occupazione del giardino della Banca d'Italia: la posizione di Giuseppe Fossati (FLI)

"La 'occupazione' del Giardino della Banca d’Italia di Imperia da parte di una decina di manifestanti nella giornata di sabato può avere due chiavi di lettura. Una goliardata dei soliti ragazzi dei Centri Sociali in salsa imperiese (alcuni dei quali non sono più ragazzi da un po’), da prendere sul ridere, ovvero un atto grave in quanto, da legalitario, ritengo inaccettabile che si commettano dei reati (occupazione abusiva di fondo, violazione di domicilio, resistenza a pubblico ufficiale) confidando nella debolezza dello Stato nel far rispettare le leggi o, il che sarebbe ancora più grave, nel legittimo timore delle forze dell’ordine di essere additate e magari sanzionate, non come i tutori della legge, ma come 'forze oppressive ed antidemocratiche'."

Lo scrive il coordinatore provinciale di FLI, Giuseppe Fossati, che prosegue: "Una cosa è certa, lascia sconcertati la mozione di apprezzamento e sostegno all’iniziativa che, a leggere i resoconti di stampa, pare essere pervenuta dal Congresso Regionale del Partito della Rifondazione Comunista, riunito a Genova, il quale avrebbe anche auspicato che 'da parte delle forze dell’ordine presenti all'esterno dell'immobile, non vengano effettuati interventi che assumerebbero un significato oggettivamente repressivo'. Oggettivamente repressivo? Ma come, far rispettare la legge adesso è diventato oggettivamente repressivo? Imperia non ha bisogno di queste goliardate, né di nuovi atti di illegalità da parte dei Centri Sociali, anche perché forse non tutti sanno che il Comune deve pagare centinaia di milioni di euro di risarcimento alla proprietà dell’immobile, in conseguenza della precedente 'occupazione' dell’ex Credito Italiano in viale Matteotti da parte dei 'ragazzi' in questione o loro predecessori".

"Inoltre - termina Fossati - non mi sfugge il costo che ha avuto per la collettività l’impiego per tutta la giornata di sabato di una consistente forza pubblica chiamata a sgomberare 'gli occupanti'. Capisco ed apprezzo la volontà di segnalare un problema, ma questo non è il modo, in uno Stato di diritto. Detto questo, è evidente che l’immobile dell’ex Banca d’Italia deve trovare un adeguata destinazione che, però, non quella di 'un orto collettivo' (sic!). La nostra proposta è un po’ più articolata ed ambiziosa: un sorta di 'Palazzo della Previdenza e del Lavoro', accorpando in quella sede gli uffici dell’INPS, INAIL, Direzione Provinciale del Lavoro. Con un triplice risultato: vitalizzare il centro di Porto Maurizio trasferendovi importanti e frequentati uffici pubblici, accorpare in un’unica sede uffici che hanno correlazioni funzionali, evitare sperpero di denaro pubblico nel pagamento di canoni di locazione  a privati, ovvero l’acquisto da privati (che poi, ad Imperia, sono sempre gli stessi) di nuovi uffici, come è letto in questi giorni. Questa è l’idea che da tempo FLI ha elaborato e che proporrò venga posta all’attenzione degli iscritti  alla prima riunione dell’Officina Città di Imperia, l’associazione politico-culturale di cui siamo stati promotori e che sarà il motore della proposta realmente civica che vorremo avanzare alla città di Imperia per le prossime amministrative".

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