Politica - 27 giugno 2012, 09:59

Acqua pubblica: dopo il Cimap ecco l'intervento dell'Italia dei Valori, domani la riunione decisiva

Acqua pubblica: dopo il Cimap ecco l'intervento dell'Italia dei Valori, domani la riunione decisiva

Anche l’Italia dei Valori dopo il Cimap, cioè il Coordinamento imperiese per l’acqua pubblica che raccoglie i movimenti che l’anno scorso promossero il referendum con il quale gli italiani si pronunciarono a favore dell’uscita dei privati, e dei loro profitti, dalle Aziende di gestione dei vari acquedotti italiani, lancia, in vista della decisiva Conferenza dei Sindaci che si terrà domattina in Provincia, un appello pubblico affinché sia rispettata, pure nell’estremo Ponente ligure, la volontà popolare chiaramente espressa nel 2011.

Autore dell’accorato appello Luca Maltagliati, dell’Italia dei Valori di Sanremo, le cui valutazioni in merito, ovviamente, sono condivise dai vertici provinciali del Partito del Gabbiano che Vola a partire dal Segretario Gabriele Cascino: "L’Italia dei Valori, infatti, allo svolgimento del Referendum dell’anno scorso dette una mano decisiva raccogliendo le firme per gli abrogatari della precedente legge, condividendo sino in fondo la campagna per il si all’acqua pubblica. Domani mattina, dunque, in Provincia di Imperia si terrà una riunione, che si preannuncia decisiva, tra tutti i Sindaci interessati per delineare il futuro della gestione dei maggiori acquedotti dell’Imperiese. Attualmente solamente a Sanremo, con l’Amaie e nel Rivese, ed in parte del Comune di Taggia, con la Secom viene rispettata la volontà popolare. Le due Aziende, infatti, sono interamente pubbliche mentre Acquedotto di Savona, opera tra Bordighera, Vallecrosia e Camporosso, Aiga, a Ventimiglia, ed Amat, nel Capoluogo di provincia, sono partecipate da privati. Entro il 30 dicembre di quest’anno, però, per proseguire nella gestione dell’acqua pubblica, anzi per assumere tale compito a livello provinciale, l’Amaie, è in predicato l’incorporazione in essa della Secom, dovrà,  pena la perdita delle concessioni, assumere la gestione integrata del ciclo delle acque cioè occuparsi pure di depurazione. Il traguardo non è difficile da raggiungere" osservano in casa dell’Idv.

Maltagliati, poi, coerentemente critica quello che sarà l’indirizzo che uscirà dalla riunione di domani e cioè una scontata proroga della gestione, sino al termine dei rispettivi 'contratti di servizio', alle società preesistenti, cioè quelle a capitale misto: “Un regalo al profitto privato, un tentativo di scardinare il principio del rispetto della volontà popolare” osserva infine.  

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