“La lotta all’evasione fiscale è una priorità per il nostro Governo… e un fisco più semplice...” così ieri il Presidente del Consiglio affermava alla festa della GDF...
Pochi però in questi giorni si sono accorti che con una bozza di decreto legge recante misure urgenti in materia di efficientamento, valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico nonché di razionalizzazione dell'amministrazione economico-finanziaria agli art. 3 e 4 vengono soppresse l’Agenzia del Territorio (ex Catasto) e la 'neonata' Monopoli di Stato. Ad intervenire sulle ultime disposizioni governative sono Maccario, Bosco e Laura della Segreteria Cisl Fp Imperia.
"Secondo quanto previsto dal provvedimento approvato dal C.d.M. il 15 giugno scorso - continua la nota -, Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e Agenzia del territorio sono soppresse a decorrere dall'entrata in vigore del decreto. Dalla medesima data decadono gli organi delle amministrazioni soppresse. Le funzioni attribuite a Monopoli e Agenzia del territorio sono rispettivamente trasferite all'Agenzia delle dogane (che assume la denominazione di 'Agenzia delle dogane e dei monopoli') e all'Agenzia delle entrate.
Come Cisl ci domandiamo: si sopprimono le agenzie fiscali e si esalta la lotta all’evasione? Si inneggia ad un fisco più facile per i cittadini e si accorpano due agenzie (entrate e territorio) lontane 'politicamente' per le loro mission: cosa ne sarà dei contribuenti? e delle professionalità dei lavoratori? E il tutto prevedendo anche un successivo taglio degli organici e di sedi periferiche degli uffici (basti pensare che per l’Agenzia delle Entrate, sul territorio nazionale, sono previste le chiusure di decine di uffici territoriali!!): i mitici tagli lineari!!!! Lotta all’evasione ma con meno funzionari e più confusione!!
La soppressione di due agenzie su quattro rischia di assestare un colpo decisivo alla lotta all’evasione: l’attacco alla macchina fiscale si accompagna all’attacco al mondo del lavoro Pubblico: 'il pacchetto statali' (chiusura uffici giudiziari…mobilità coatta…cassa integrazione… riduzione buoni pasto…chiusure province……). Un attacco che incorre nell'ennesima ripetizione della solita impostazione: considerare il capitale umano della pubblica amministrazione un peso da alleggerire e non un patrimonio da mettere a valore, un fardello per i conti pubblici e non una risorsa per la crescita del Paese.
Mai una vera lotta agli sprechi, alle consulenze, ai clientelismi, come da sempre chiede la Cisl FP. Il governo, al pari di tanti governi e di tante amministrazioni regionali e locali, dimostra di non voler entrare nel merito delle questioni. Di non accettare il contraddittorio, di batter in ritirata di fronte alle proposte concrete che in questi mesi abbiamo avanzato con forza. Non c'è equità nelle scelte di questa politica fatta dai professori. E nemmeno coerenza: nelle cesoie appuntate indiscriminatamente su tutta la Pa, nell'indebolimento degli strumenti reali per la lotta all'evasione fiscale, nel lasciare il Paese più fragile di fronte all'imperativo dello sviluppo. E neanche nei confronti dei lavoratori: come nella scelta di allungare prima l'età pensionabile dei dipendenti pubblici, per poi pensare di 'esodarli' mettendoli con le spalle al muro attraverso norme di dubbia costituzionalità.
Proprio in piena crisi economica sarebbe necessario, di contro, reperire nuove risorse dalla lotta all'evasione fiscale con il potenziamento di strutture e mezzi. Incredibilmente, invece, proprio in un momento così cruciale per il Paese si pensa di tenere impegnare le Agenzie Fiscali per tutto il 2012 ed oltre a riorganizzare i propri uffici, le proprie strutture, la propria governance. Tutto ciò provocherebbe un rallentamento delle attività facendo emergere che l'intento reale dell’attuale politica non è la lotta all'evasione ma i tagli lineari nella pubblica amministrazione rendendola, così, sempre meno efficiente. Scelte ulteriormente pericolose, anche alla luce dei gravissimi attentati che hanno colpito gli uffici dell'Agenzia delle Entrate e di Equitalia. La eventuale chiusura degli uffici fiscali, veri presidi di legalità, potrebbe essere vista da chi ne ha interesse come un arretramento dello Stato, una sospensione della vigilanza e del controllo del territorio.
Non sono le Agenzie Fiscali enti che sprecano risorse. Il costo del personale delle Agenzie è in sé una spesa produttiva, destinata a generare (a beneficio di tutta la collettività nazionale e dei servizi erogati dalle amministrazioni pubbliche) molte più risorse finanziarie di quante non ne consumino. Noi chiediamo l’apertura del confronto nel quale affrontare i temi della spending review e delle misure che riguardano il lavoro pubblico, diversamente sarà mobilitazione!!!
Se il governo sbanda, il sindacato c'è. Per questo ancora una volta, come Cisl Fp, siamo pronti a reagire con determinazione. La Cisl FP è, e sarà sempre, responsabilmente e coerentemente dalla parte dei lavoratori. A partire dai posti di lavoro, per costruire insieme una riorganizzazione vera che faccia delle persone il punto di forza del cambiamento.
Se passa il decreto non vince nessuno, perde il paese e perdono i lavoratori di tutte le agenzie!!".





