Al Direttore - 22 giugno 2012, 14:08

Imperia: cose fatte e non fatte in città, la risposta di un lettore a Gianni Chiaraman

Giovanni Vassallo afferma che "è ormai inutile continuare con la tiritera 'abbiamo cambiato il volto della città', visto che probabilmente è stata sfigurata"

Imperia: cose fatte e non fatte in città, la risposta di un lettore a Gianni Chiaraman

"Una breve considerazione sull'intervento dell'agiografo scajolano Gianni Chiaraman. Se per togliere due cancelli e mettere qualche albero alla Rabina civoleva uno che è stato varie volte ministro del porto antico a Genova devono essersene occupati il Papa, il Dalai Lama e il Gran Rabbino di Gerusalemme.

In realtà l'unica cosa davvero grossa che Claudio Scajola ha provato a fare per Imperia è il porto turistico ed il risultato è sotto gli occhi di tutti: un completo, totale, assoluto disastro. A parte le ben note vicende giudiziarie e amministrative avete fatto credere che con questa opera Imperia sarebbe diventata la meta di un turismo di elite: ricconi che scendono a mangiare aragoste alla Lanterna Blu, magari sceicchi con una dozzina di mogli assetate di shopping. Invece ora che ci siamo riempiti di orrendi SUV del mare vediamo che l'unico indotto sono un certo numero di simpatici ragazzi neozelandesi che certamente bevono parecchie birre, ma di sicuro non cambiano l'economia della città.

Direi che ormai è inutile continuare con la tiritera 'abbiamo cambiato il volto della città', visto che probabilmente l'avete sfigurata. La prossima volta provi a dire che il tocco dell'Onorevole guarisce gli scrofolosi, per la piaggeria è meglio restare sul classico.

Giovanni Vassallo".

Redazione

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