Al Direttore - 22 giugno 2012, 07:44

Chiusura dei sentieri alle mountain bike: un altro lettore ci scrive per dire la sua

Chiusura dei sentieri alle mountain bike: un altro lettore ci scrive per dire la sua

Un altro nostro lettore, Paolo B., ci ha scritto per dire la sua sulla chiusura dei sentieri alle mountain bike:

"Leggo le e-mail dei lettori sbigottiti dal provvedimento preso dalla provincia in merito al divieto di transito delle mountain bike sulle strade dell'entroterra, nell'alta Valle Argentina e nelle terre Brigasche. Volevo cercare di far capire a tutto questo ammasso di gente esterrefatta che questa è stata una settimana calda per tutti e che i tagli alle spese hanno sicuramente colpito anche le strutture ai vertici della Provincia. Probabilmente gli impianti dell'aria condizionata nelle 'stanze dei bottoni' sono rimasti spenti. La parola d'ordine ora è puntare sulle risorse del territorio che come tutti sanno sono l'agricoltura, la pastorizia, i poli industriali e la pesca,  ah dimenticavo l'olio. Deve emergere l'imprenditore che agevolato dagli innumerevoli sgravi fiscali e sussidi derivanti da fondi europei sarà colui che risolleverà le sorti dell'economia ponentina. Il turismo lasciamolo a chi non ha null'altro di cui campare noi siamo liguri e risparmiatori ed il turista è solo un soggetto che sporca e impesta di traffico le nostre strade. Quindi è giusto impedire a quei quattro gatti su due ruote di scorazzare liberamente per le strade di montagna magari improvvisando  spericolate scorribande  su strade destinate al viandante che con la propria auto o moto voglia magari fare un riposante picnic sulle numerosissime aree attrezzate messe gentilmente a disposizione dalla comunità montana... che finalmente ora non esiste più dal momento che l'entroterra non è il vero spettacolo ma solo uno luogo da dove si puo ammirare il mare e i nostri splendidi porti... bla bla bla! Dopo aver provato a ragionare per questi due folli minuti con la testa dei nostri politici, mi auguro che questo provvedimento sia stato solo uno svarione temporaneo e che vadano a vedersi i posti dove veramente  la mountain bike è vita e principale risorsa economica dei mesi estivi come ad esempio l'alto Garda, dove si vede piu gente in bici che a piedi, la Valle d'Aosta, il Trentino l'Alto Adige... sarà che sono province autonome e che le cose funzionano diversamente che qui da noi? Fatto sta che l'indotto che ne deriva fa girare l'intera economia locale, i bar sono pieni ed i ristoranti anche; i negozi pullulano di gente che compra e gli uffici turistici spingono su quella politica. Questo è il turismo, rivalorizziamo l'entroterra a costo zero dal momento che chi ripristina i vecchi sentieri sono solo volontari, e se c'è da fare una passerella o qualche salto non vedo a chi possa nuocere di certo non all'automobilista o al centauro. Chiudo infine facendo notare che fino a ieri le uniche strade interdette ai ciclisti erano le autostrade e le arterie a scorrimento veloce; dire che una strada non è pericolosa per i mezzi a motore ma solo per le bici è una vera idiozia e ancor più che il ciclista possa nuocere al prossimo... no comment!"

Carlo Alessi

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