Sanremo Ospedaletti - 10 giugno 2012, 15:00

Crisi politica e manovre del Governo Monti, una lunga riflessione di Roberto Barbaruolo

Il lettore afferma che questo governo. o i prossimi, non potranno essere misurati solo dal livello di tassazione ma dai risultati complessivi

Crisi politica e manovre del Governo Monti, una lunga riflessione di Roberto Barbaruolo

"Winston Churchill nel suo appello alla nazione del 1940 e dopo la disastrosa ritirata di Dunkerque, di fronte al pericolo di una invasione nazista dell’isola inglese prometteva al suo popolo 'sangue, fatica, lacrime e sudore' ed aggiungeva 'difenderemo la nostra isola, combatteremo sulle spiagge, nelle strade e nelle montagne, non ci arrenderemo mai'.

Vedo che alcuni lettori di Sanremonews che citano le lacrime ed il sangue di Churchill riferendosi più prosaicamente alle tasse, si sono già arresi ad un uscita dell’Italia dall’Euro invocandola anzi come soluzione. Più che di un uscita dell’Italia dall’Euro io parlerei di uscita degli Euro dall’Italia, che è già cominciata massicciamente utilizzando il famigerato biglietto da 500 Euro che consente di portarsene via milioni in poco spazio, come dimostrano i sequestri occasionali in direzione Svizzera, San Marino o Monaco.

Questo dimostra che a soffrire maggiormente di un eventuale ritorno alla Lira con conseguente svalutazione di circa il 40 % del potere d’acquisto dei redditi (come prevedono tutti gli analisti economici) rimarrebbero i lavoratori dipendenti che non hanno capitali da esportare.

Il grande assente del dibattito Euro si/no, che come un fiume carsico riaffiora nei modi più strani su Sanremonews è sempre il debito pubblico. Il nostro è secondo solo a quello della Grecia mentre paesi fino a ieri appartenenti alla disastrata economia dell’Est Europeo, come Estonia, Slovacchia e Slovenia, a costo di enormi sacrifici sono entrati nell’Unione Europea ed anche nell’Eurozona, ed hanno già tutte un rapporto debito pubblico/PIL inferiore al 60%, mentre altri paesi hanno difficoltà a raggiungerlo anche tra vent’anni.

La piccola Estonia che gode di un invidiabile sviluppo economico ed informatico ed un’alta occupazione giovanile ha addirittura un rapporto deficit/Pil del 6%. Ecco se io fossi un abitante dell’Estonia mi arrabbierei ancor più di un cittadino tedesco (la Germania ha comunque un rapporto deficit/PIL del 83%), verso i paesi dell’Eurozona che non sono virtuosi.

Concludo dicendo che le lacrime ed il sangue saranno minori se per uscire da questa situazione difficile ci impegneremo patriotticamente non lamentandosi delle tasse 'tout court', ma vigilando che nel tempo esse diventino più eque e che siano impiegate per lo sviluppo. Questo governo o i prossimi, non potranno essere misurati solo dal livello di tassazione ma dai risultati complessivi ed ovviamente dalla lotta all’evasione fiscale ed all’esportazione di capitali che obiettivamente non è facile ma che rappresenta il vero cancro della nostra società oltre a mafia e corruzione con cui spesso s’intreccia.


Roberto Barbaruolo".

Redazione

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