Politica - 29 maggio 2012, 07:51

I temi dell'incontro del 24 maggio scorso tra la Federgioco ed i sindacati nazionali

Federgioco ritiene le organizzazioni sindacali interlocutori essenziali per avviare le iniziative verso le Istituzioni competenti Italiane ed Europee per la corretta regolamentazione del gioco nei suoi aspetti economici e sociali.

Luca Frigerio, presidente di Federgioco nazionale

Luca Frigerio, presidente di Federgioco nazionale

Si è svolto il 24 maggio scorso un incontro tra Federgioco e sindacati, nell'intento di un buon quadro di relazioni sindacali a livello nazionale. Federgioco ritiene le organizzazioni sindacali interlocutori essenziali per avviare le iniziative verso le Istituzioni competenti Italiane ed Europee per la corretta regolamentazione del gioco nei suoi aspetti economici e sociali. Esprime in ogni caso la volontà di costruire rapporti positivi con i territori, di salvaguardare e di consolidare le imprese, di sviluppare l’occupazione, sapendo che a tal fine molto vi è da fare per innovare i modelli di gestione del personale e dell’organizzazione. La Commissione permanente già istituita dovrà dare continuità alla gestione del sistema di relazioni sindacali, attuando le direttive fornite dagli organi di Federgioco, ognuno per le proprie competenze. 

I temi del confronto. Per ciò che concerne le tematiche del confronto, il programma di Federgioco ha fissato le seguenti priorità:

Dare evidenza della situazione economica delle case da gioco.
Anche le case da gioco nel 2012 risentiranno della crisi economica generale. La prospettiva è una chiusura dei bilanci in perdita e per questo è necessario mettere in atto le azioni possibili di contenimento dei costi. Inoltre, le case da gioco devono, ciascuna nel suo specifico, identificare assetti organizzativi che consentano di assicurare un futuro alle imprese.

Costruire insieme un'agenda sui temi occupazionali e sugli ammortizzatori sociali da trattare con le Istituzioni del lavoro.
Federgioco vuole organizzare con le organizzazioni sindacali un incontro presso il Ministero del Lavoro per dare un quadro condiviso delle prospettive occupazionali e valutare gli strumenti attivabili di gestione della crisi (ammortizzatori sociali). Inoltre ritiene utile la sede ministeriale per discutere questioni di carattere normativo e definire intese programmatiche in materia di:
- flessibilità contrattuale in entrata con il prolungamento dei contratti a termine oltre i 36 mesi;
- revisione delle aliquote INAIL che sono sproporzionate rispetto al rischio infortunistico;
- revisione dei tetti ENPALS nel calcolo delle pensioni fortemente penalizzanti per lavoratori e case da gioco.

Definire il  Contratto Collettivo Nazionale, guardando anche alle opportunità offerte da contratti esistenti che regolano settori analoghi.
Federgioco non crede nella possibilità di pervenire alla fusione dei contratti di lavoro esistenti e che questa strada si è già rivelata infruttuosa. E’ necessario introdurre un nuovo contratto di lavoro nazionale, ricavando i contenuti da quelli già esistenti in settori simili. Vi è un’ampia disponibilità a concordare contenuti, modalità di applicazione e livelli della contrattazione,  ma il lavoro tecnico volto all’introduzione del contratto nazionale deve concludersi entro una data certa, oltre la quale le aziende dovranno assumere autonome iniziative. Il tema contrattuale si lega anche alla necessità di concordare le formule di gestione del rapporto di lavoro che consentano il rilancio occupazionale presso le case da gioco. Infatti, pur in una fase di obiettiva criticità, gli associati lavorano per il rilancio occupazionale, considerando le aziende degli strumenti per incrementare il welfare territoriale. Ma tale rilancio è possibile se si hanno a disposizione strumenti ben regolati di flessibilità.

Trovare un miglior dialogo fra le case da gioco e le organizzazioni sindacali in tema di gestione del personale a livello aziendale.
Federgioco intende concordare un protocollo comune nazionale che regoli la materia dei diritti sindacali e  della rappresentanza, rendendo più chiaro e agevole il confronto di secondo livello. In attesa del CCNL è possibile definire un protocollo di intesa che regoli materie comuni: part-time, lavoro a termine, regime della malattia, fondi previdenza, casse assistenza, modelli di incentivazione della produttività, protocolli di formazione per la qualificazione professionale dei croupier.

Una comune azione di tutela.
Federgioco chiede alle organizzazioni sindacali interlocutori di partecipare a iniziative volte:
- alla regolazione della concorrenza in Italia e in Europa
- alla definizione degli assetti normativi del settore dei giochi (modelli di gestione, sicurezza e tutela del patrimonio, contrasto alla criminalità)
- al superamento attuali limiti dell'utilizzo del contante, al contrasto delle ludopatie
- al controllo della  diffusione incontrollata del gioco d’azzardo
- a comunicare la specificità dei casinò quali luoghi più controllati, più seri  e più sicuri dove praticare il gioco.

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