Marco Damele ed il Consiglio Direttivo Anga Imperia ci hanno scritto a poche ore dal nuovo terremoto in Emilia:
“Non può essere il frutto di una nostra suggestione psicologica, esprimere il nostro disagio e disappunto. La comunicazione all'interno dell'Anfga, il sentirci finalmente appartenenti ad un gruppo unico, uguale ma diverso dagli altri, pensavo servisse anche a far luce sui grandi fatti sociali che colpiscono in prima persona le nostre imprese. Ad una settimana dal terremoto che ha colpito l'Emilia Romagna ed a poche ore dal drammatico seguito registrato anche nella nostra provincia, dove siamo per far sentire la nostra presenza? Anche questa situazione, questa ‘cosa ignota’ del non esprimerci sono una conseguenza degli errori commessi e degli errori che ad oggi stiamo ancora commettendo. Forse è giunto il momento di ricordarci a vicenda che non può scoppiare una simile tragedia in Italia, che ha distrutto vite umane, attività, abitazioni, aziende agricole nostre associate, e non fare o dire nulla! Noi siamo in un punto scuro di una zona d'ombra senza futuro. Ci vogliamo definire gruppo, associazione, Giovani di Confagricoltura? Dimostriamolo”.
Questa la drammatica presa di posizione del Presidente di Confagricoltura Modena (Eugenia Bergamaschi, Presidente Confagricoltura Modena) a tutti gli agricoltori e non: "Buon Giorno a tutti qui nella Provincia di Modena nei Comuni colpiti dal terremoto continua lo stato di emergenza e la situazione è molto grave anche se i mezzi di comunicazione non danno secondo me una fotografia reale del disastro. Scusate il tono polemico, ma se le vittime fossero state di più, certamente per loro la cosa sarebbe stata più interessante. Vorrei ricordare che ci sono 5000 persone sfollate e aziende in ginocchi che davano da lavorare a migliaia di persone. Queste zone sono il centro più importante dell'industria del biomedicale, ci sono varie industrie ceramiche, tantissime piccole e medie industrie meccaniche ed in oltre è una zona con importantissime aziende agricole che producono latte, pere, cereali, pomodori ed altre importanti produzioni agricole. Non dimentichiamo che la provincia di Modena è una delle province Italiane con più alto numero di produzioni DOP e IGP. Ora tutto questo ricco tessuto produttivo che ha reso famoso in tutto il mondo il territorio e la popolazione modenese è fortemente danneggiato. Noi modenesi siamo gente che non si piega, siamo gente che lavora ma soprattutto siamo gente che non è abituata a piangere davanti alle telecamere ed è forse per questo che non facciamo abbastanza notizia”.





