"La situazione politico-amministrativa in essere nel Comune di Imperia non era sostenibile oltre, neppure per un giorno. I rapporti interni all'Istituzione, tra i diversi Organi e le diverse Rappresentanze, sono stati gravemente compromessi e continuamente esasperati da toni sempre più astiosamente polemici, con un evidente scivolamento verso una deriva personalistica che non è in alcun modo ammissibile nell'esercizio di pubbliche funzioni e nell'ambito di un mandato elettivo. Le stesse condizioni in cui, da ultimo, si è provato ad affrontare alcune urgenti questioni amministrative emerse come gravemente irrisolte, realisticamente rimarcate dallo stesso Dott. Strescino, agite con sedi istituzionali di confronto del tutto 'saltate' e attraverso iniziative da parte di singoli consiglieri tanto volontarie quanto estemporanee, risultano del tutto anomale per una Assemblea Elettiva e comunque non più capaci di approdare a verifiche complete e formali come il mandato popolare esige, dicono in termini eloquenti che questa Consiliatura è esaurita. L'intreccio, indissolubile, tra la estrema gravità di quanto evidenziatosi a seguito delle inchieste giudiziarie che hanno coinvolto l'Ente e i Sui amministratori e la sopravvenuta crisi di agibilità del Consiglio, non consente - e non può consentire - di garantire lo svolgimento del normale confronto all'interno dell'Istituzione elettiva, a partire dal ruolo che l'Assemblea e i Suoi Membri hanno quali espressioni dell'Organo Politico".
Lo scrive Pasquale Indulgenza (PRC) commentando le dimissioni di oggi dei Consiglieri ad Imperia. "A fronte di quanto pubblicamente ribadito ancora ieri dal Dott. Strescino - prosegue - che, nel darsi un ruolo politico del tutto improprio per un Sindaco, ritiene comunque opportuno rimanere in carica e proseguire nell'esperienza amministrativa, non rimaneva altra possibilità, per chi fosse consigliere comunale e non intendesse sopportare, unitamente ad una azione amministrativa palesemente 'risucchiata' nella volontà dell'Esecutivo, una simile alterazione del meccanismo della rappresentanza, che rinunciare in prima persona alla propria posizione e alle proprie funzioni rassegnando le dimissioni. Nelle sue odierne dichiarazioni rilasciate 'a caldo' agli organi di informazione, il Dott. Strescino ritorna - è il caso di dire - pienamente se stesso, manifestando, in una circostanza delicata in cui avrebbe potuto usare altra cifra di discrezione istituzionale, il suo viscerale anticomunismo: parlare di “un movimento ‘trasversale’ tra Comunisti e ‘Scajolani’ per mandare a casa il Sindaco, contro una volontà popolare chiara espressa dalla gente e dalla città” non solo è confutabile di per sé, ma contraddice scientemente quanto è stato posto in essere: - le dimissioni, che per legge non possono che essere presentate contestualmente dai sottoscrittori proprio perché impegnano responsabilmente i singoli, sono state rassegnate dai consiglieri con atti distinti, diversamente motivati; - la rinuncia alla carica di consigliere riguarda ben 28 persone, esponenti di diverse formazioni e rappresentanze. La 'riduzione' che fa il Dott. Strescino vale solo come propaganda, tanto maligna quanto di corto respiro. Nella Città, per fortuna, c'è una memoria vigile, non ingannabile, dell'irriducibile impegno di chi ha lottato in profondità contro il sistema di potere di cui egli è espressione e piena conoscenza del nostro giudizio sulla gravità del coinvolgimento morale e politico anche della sua figura nelle sciagurate vicende di questi anni; - la volontà di esaurire con un atto di dignità istituzionale, rinunciando al potere della carica, la Consiliatura, divenuta palesemente insostenibile e ingestibile, anche per gli scontri sempre più feroci che Egli stesso ha animato fino ad oggi con i suoi sodali di sempre, é stata manifestata da tempo, pubblicamente e solennemente, dalle Opposizioni di CentroSinistra, che, altrettanto pubblicamente e solennemente, hanno manifestato la propria determinazione a non votare la mozione di sfiducia del PdL, da noi apertamente giudicata autoassolutoria e fuorviante. Il fatto che il Dott. Strescino 'dimentichi' in un colpo solo tutto ciò amareggia molto, poiché presta nuovamente al senso comune più superficiale e labile una semplificazione becera, nella risaputa logica di 'un tanto al chilo', agita del tutto demagogicamente. E' ormai qualche mese, che, in piena coscienza, affermiamo che le condizioni di tenuta del Comune e del suo corpo istituzionale, rovinate in egual misura da coloro che hanno avuto ruoli di comando per oltre un decennio e da coloro che hanno assicurato conformisticamente e fanaticamente ad essi la loro adesione, non permettono più di governare e amministrare la cosa pubblica, irreparabilmente guastata nel cuore della sua dignità e funzionalità democratica, se non in modo artificioso, procurando lesioni gravi, nel tempo, alla generale considerazione dei vincoli dell'assetto democratico e di autogoverno della nostra comunità".
"Il domani di Imperia - termina Indulgenza - democratico e amministrativo - lo diciamo con l'aspettativa che sin dai prossimi giorni possa meditarlo meglio e più serenamente lo stesso Dot. Strescino - va ri-costruito da subito, nella discussione pubblica, a nostro avviso intorno ad una idea di pubblico da saper riaffermare e rigenerare al centro della polis, sulla base di questa lezione memorabile offerta ai cittadini tutti, non solo Imperiesi, che sta trovando il suo epilogo necessariamente sofferente. Per chi vorrà tenerne conto, la prossima sfida democratica riguarderà essenzialmente questo punto cruciale. Nel momento di congedarmi dal ruolo attribuitomi elettivamente, intendo ringraziare tutti cittadini che hanno prestato attenzione al mio impegno di questi anni, quelle che hanno condiviso le mie iniziative e quelle che hanno avuto occasione di muovermi con franchezza le loro critiche. Contestualmente, intendo ringraziare il Partito cui mi onoro di aderire, Il P.R.C. di Imperia, per il sostegno che mi ha sempre garantito, facendo sì che la mia solitudine in Consiglio fosse un motivo fecondo di costante ricerca per sposare nell'azione quotidiana la radicalità della nostra critica con una proposta sempre progettuale e partecipativa, che ha infatti trovato nel tempo significativi motivi di riscontro e conforto in non pochi colleghi con cui ho condiviso la mia esperienza politica e istituzionale".





