Attualità - 11 maggio 2012, 12:38

Regione: un 'fiore giusto' per la festa della mamma, domenica video e presentazioni alla fiera equa di Genova

Si tratta di un marchio per garantire che la produzione di fiori recisi avvenga in condizioni di sostenibilità sociale e ambientale

Renata Briano

Renata Briano

Festa della mamma, domenica prossima, ma con il 'Fiore giusto', un marchio per garantire che la produzione di fiori recisi avvenga in condizioni di sostenibilità sociale e ambientale. La certificazione 'Fiore Giusto', è la prima del genere in Italia. 

Un marchio in difesa dei diritti umani e dei pesanti impatti ambientali che caratterizzano molti paesi esteri produttori che ogni anno esportano in Italia oltre 30 mila tonnellate di fiori. Fiori che transitano dall’Olanda, ma provenienti da Kenya, Ecuador, Colombia, Etiopia. Queste produzioni nascono spesso da sfruttamento, privazioni e abusi, nasconde la storia di centinaia di migliaia  di donne, uomini e bambini che lavorano in condizioni inique. Realtà purtroppo frequenti anche in Italia, con il lavoro nero degli immigrati e senza il minimo rispetto dell’ambiente.

In occasione della Festa della Mamma, Regione Liguria, ARPAL, e l’Associazione Fiore Giusto, diffondono un breve video di 150 secondi e uno spot di 30 secondi per ricordare l’importanza di sostenere e promuovere la diffusione di certificazioni ambientali e sociali nel comparto floricolo. I due video  di 30’ e di 2 minuti e mezzo, realizzati da Xenia Productions di Genova, sono presenti sui canali YouTube Arpal Liguria: www.youtube.com - www.youtube.com, e Biodiversità Ricchezza di Liguria www.youtube.com e www.youtube.com e saranno presentati in occasione della fiera Equa domenica 13 maggio alle 12.

"Si tratta di un’iniziativa per promuovere le opportunità che le certificazioni ambientali e sociali possono offrire alle aziende della filiera anche nel senso di un miglioramento della loro competitività", afferma Renata Briano, assessore all’Ambiente della Regione Liguria che insieme all’Arpal e grazie al progetto comunitario Res-Mar ha finanziato l’iniziativa.  In occasione della presentazione a Equa saranno anche donati a tutte le mamme presenti,  fiori in tessuto realizzati con materiale di ricupero. “Una consegna simbolica per ricordare che i consumatori hanno molte attese rispetto alle responsabilità sociali e ambientali dei produttori di fiori liguri”, sottolinea Cristiano Calvi del Movimento Fiori e Diritti che ha realizzato i fiori di tessuto e l’iniziativa di sensibilizzazione  e informazione insieme a Regione e Arpal.

L’iniziativa è realizzata nell’ambito del progetto Res-Mar Reseau pour l’environnement dans l’espace Maritime, un progetto Strategico Marittimo per promuovere la cooperazione transfrontaliera sull’area costiera e marittima dell’Alto Tirreno. In Liguria la sperimentazione si concentra sulla filiera  dell’olivicoltura nell’area del Parco Montemarcello Magra, su quella del miele nell’area del Parco del Beigua e su quella del fiore certificato nel ponente ligure. 

La Fiore Giusto è un’associazione nata nel 2007 con il sostegno di Regione Liguria e per iniziativa della Bottega Solidale – Movimento Fiori e Diritti, in associazione con il Distretto Floricolo del Ponente Ligure, Cgil, Cisl, UIL e il Mercato dei Fiori di Sanremo, a cui ha aderito anche l’ANCEF, l’associazione nazionale degli esportatori di fiori, che punta a sviluppare anche in Italia una certificazione sociale e ambientale che garantisca i consumatori rispetto alle condizioni di produzione dei fiori venduti. 

La certificazione Fiore Giusto è la prima del genere in Italia e recepisce lo standard di Fair Flowers Fair Plants (www.fairflowersfairplants.com), la fondazione internazionale che garantisce una produzione di fiori e piante a livello mondiale nel rispetto dell’ambiente e dei lavoratori. Le aziende aderenti a questo protocollo di certificazione sono state sottoposte a un’ispezione da parte dei tecnici dell’UCFlor, a cui hanno fatto seguito le ispezioni del RINA S.p.a., che come ente di certificazione indipendente garantisce l’autonomia di valutazione.

C.S.

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