Una nostra lettrice, Elena Gaetti, ci ha scritto in relazione all'articolo sui fischi al Sindaco ed all'Anpi del 25 aprile:
"Vorrei esprimere il mio sconcerto per il contenuto dello stesso. Se si vuole fare informazione, secondo me, si riportano i fatti in toto - e non solo una parte: in questo modo si rende un giusto servizio a chi non era presente, che si può fare un'idea obiettiva dell'accaduto. Innanzitutto, i fischi non sono partiti per 'giovanile esuberanza' o per mancanza di spirito democratico, ma erano la risposta alla decisione, incomprensibile e non condivisa, di prolungare il percorso del corteo al monumento a Nassiryya - assolutamente non previsto dalla locandina del programma. E non è nemmeno vero che han fischiato solo PCL, PRC e SeL: anche alcuni appartenenti all'ANPI si sono uniti al coro (lo so: sono una di loro). La giustificazione (a posteriori) che comunque l'ANPI è contro la guerra non mi sembra assolutoria, perché il 25 aprile è la giornata del ricordo del sacrificio di tantissime persone che han dato la vita per la libertà dell'Italia e degli Italiani, non genericamente dei caduti in guerra (che poi, a ben vedere, secondo qualcuno a Nassiryya si era in missione di pace ma, comunque la si metta, non c'era in gioco la libertà dell'Italia - in alcun modo). Personalmente non mi son fatta tacitare dagli altri presenti, ma dal rendermi conto che il sindaco stava dicendo qualcosa che mi interessava. Tutto qui.
Quanto poi alla galleria fotografica, forse dobbiamo ringraziare il cronista: tra tutte le immagini scattate, è necessario leggere il testo per verificare che PRC, SEL e PCL c'erano davvero. Alla signora Pierfrancesca, che rimembra il fatto che negli anni '30-'40 si potevano lasciare aperte le porte di casa, dico solo che la mancanza di libertà di stampa di allora già potrebbe essere una spiegazione valida alla 'moralità' di quei tempi... se poi per lei il non poter esprimere la propria idea è compensato dallo stato di polizia, per carità... opinioni. Ma forse la signora parla di esperienze personali, e allora a tali fatti mi attengo pure io: a Milano, nel popolare quartiere Gratosoglio, io tenevo tranquillamente aperta la porta di casa - e stavo al piano terra! - negli anni '90. E non c'erano i fascisti a proteggere la mia sicurezza. Oltretutto a Roma, dove il sindaco Alemanno non ha mai nascosto le sue simpatie destrorse, non mi pare che la delinquenza sia poi così sotto controllo. E forse, ma solo forse, tutti i mali che attualmente ci affliggono non derivano tanto dalla vituperata Resistenza, ma piuttosto dal fatto che gli italiani si sono adagiati sui diritti ottenuti e hanno lasciato che la democrazia venisse gestita, anziché esercitarla direttamente e senza egoismi ed interessi di sorta".
Le rispondo brevemente: nessuno ha scritto di 'giovanile esuberanza' e che, nei fischi non era sottointeso che la protesta riguardasse la 'deviazione' verso il monumento dei 'Caduti di Nassirya'. Se qualcuno della fazione politica 'contestatrice' avesse voluto evidenziare la propria posizione poteva contattarmi direttamente sul posto o scriverci il giorno stesso. Come vede noi pubblichiamo tutte le opinioni. Per quanto riguarda la foto, guardi quella pubblicata a corredo di questo articolo, faceva parte delle tante scattate quel giorno.
Carlo Alessi





