Sanremo Ospedaletti - 26 aprile 2012, 17:52

Sanremo: il 2 maggio riaprirà l'impianto della Eco Zetto, tutta la verità dietro alla chiusura

Sette famiglie rischiano di finire per strada. La ditta di Valle Armea è l'unico impianto della provincia di Imperia a proporre il riciclo dello zetto, un business che ogni giorno portava ad un conferimento di oltre 100 metri cubi nello stabilimento.

Sanremo: il 2 maggio riaprirà l'impianto della Eco Zetto, tutta la verità dietro alla chiusura

Il 2 maggio riaprirà la Eco Zetto Rifiuti, l'impianto che si occupa del riciclo del materiale di scarto dei cantieri e che trova spazio in valle Armea. Una vera e propria risorsa a livello provinciale, unica struttura con questo servizio nell'imperiese. La ditta di Fulvio Trignani era aperta dal 2006 ma oggi rischia o la chiusura o un ripetersi di aperture a singhiozzo, un procrastinarsi verso l'inevitabile.

I cancelli della Eco Zetto da 3 giorni sono chiusi, nessuno può più portare materiale all'interno, al momento, ironicamente, lo zetto già all'interno dell'impianto viene addirittura smaltito a spese della ditta. Come se non bastasse, l'interruzione del servizio ha causato di riflesso un proliferare di siti di discarica dello zetto, ovviamente abusivi, in tutta l'area di Valle Armea.

Dietro a questa chiusura 'ad oltranza', come era stato detto inizialmente, per manutenzione, ci sono ben altri movimenti: pratiche che si arenano tra gli uffici comunali di Sanremo e riqualificazioni programmate per un prossimo futuro. Da un lato, infatti, la Eco Zetto aveva presentato richiesta per una procedura ordinaria di variante. Una pratica, che permetterebbe all'impresa di implementare i macchinari presenti nel sito, con l'aggiunta di una pesa che servirebbe, per l'appunto, a pesare il materiale in entrata. Inoltre, in caso di approvazione, la ditta vorrebbe eliminare gli attuali box per costruire una struttura con degli uffici. A questo si aggiunge infine una nuova distribuzione del materiale nell'area oltre all'aggiornamento per i macchinari che vengono usati per trattare lo zetto. Tutto questo sfruttando l'attuale terreno, quindi senza doversi espandere.

Se la pratica ha trovato già parere favorevole sia da parte della Regione che dalla Provincia, in comune sembra che la procedura non abbia avuto lo stesso iter, tanto da rimanere bloccato. I maliziosi potrebbero quindi pensare che la chiusura per manutenzione rappresenti una 'prova di forza' verso il comune ma la ditta non la pensa così “Questo non è un braccio di ferro e non vogliamo condizionare nessuno e vogliamo che si rispettino le esigenze legislative e vogliamo che si operi nella serenità ma che non si dimentichi la pubblica utilità” - ha spiegato il legale della ditta, l'avvocato Claudia Rodini.

Sembra infatti che ci sia già stato un parere negativo sulla pratica della Eco Zetto proprio per via della pubblica utilità, che qualcuno a palazzo Bellevue non avrebbe ravvisato. Lo stesso Mauro Menozzi, presidente della seconda commissione, l'organo che sta gestendo la pratica, attraverso una nota ha fatto sapere: “La pratica è stata portata in commissione nei tempi previsti dal regolamento. Rivendico il diritto, per me stesso e per i membri della Commissione, di poter esaminare tutte le pratiche con il numero di commissioni necessario ai fin di ben comprendere le stesse. E' nei poteri e nei doveri dei consiglieri valutare e proporre miglioramenti e/o modifiche e chiedere integrazioni qualora si ravvisino eventuali manchevolezze. In ultima analisi, ritengo che questo 'polverone mediatico' sollevato negli ultimi giorni presti a generare nella Commissione forme di condizionamento sulla valutazione serena della pratica".

In ballo ovviamente, secondo la ditta, c'è il lavoro e la pubblica utilità dell'impresa, dove le pubbliche amministrazioni si sono sempre servite in questi anni. Non di meno, il rischio è che la Eco Zetto chiuda e si trovino sulla strada sette famiglie, tanti sono i dipendenti che vi lavorano all'interno. In merito alle accuse di possibile condizionamento, l'avvocato Rodini, ha dichiarato “La chiusura per manutenzione è una coincidenza, non di una forma di condizionamento e nemmeno di un'azione di ritorsione o pressione nei confronti della commissione e dei suoi membri”.

La ditta si è detta pronta ad adottare qualsiasi allineamento ulteriore alla vigente normativa, che sarà eventualmente indicata ma senza l'autorizzazione dal Comune c'è il rischio che il sito venga chiuso. Infatti allo stato attuale la ditta ha ricevuto una proroga a procedere con la propria attività fino ad ottobre di quest'anno ma dopo quel mese il futuro si fa incerto. A questo problema si aggiunge anche il carico dell'area, che sembra prossimo alla saturazione, se non verrà applicata la variante. La Eco Zetto ed i suoi operai sanno bene che comunque non c'è solo lo spettro della mancata approvazione della variante, perchè a questo si aggiungono anche i futuri progetti che pendono sull'area.

Infatti, la ditta rischia, in un giorno non troppo lontano, di venir espropriata, per permettere l'allargamento della carreggiata. Questo lavoro servirebbe all'eventuale spostamento a fondo valle del deposito della Riviera Trasporti. “Siamo disponibili ad attuare la massima collaborazione con il Comune – ha chiosato poi l'avvocato rappresentante della ditta – A testimonianza della buona fede da parte della Eco Zetto, è stato firmato anche un atto unilaterale d'obbligo per l'esproprio, un documento dove la ditta si impegna a non opporsi all'esproprio. Ci dicano solo che cosa dobbiamo fare”.
Un bell'interrogativo che colpisce una realtà lavorativa di successo, un'impresa che può essere considerata vanto per la provincia di Imperia, per via del servizio che offre. Il sottoscritto naturalmente non è un tecnico ma se fino a tre giorni fa venivano conferiti nel sito della Eco Zetto almeno 100 metri cubi di inerti, poi riciclati, qualcosa vorrà pur dire.    

Stefano Michero

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