"Mi ero impegnato, dopo la mia ultima nota pubblica, a non intervenire oltre sulla pesantissima situazione cittadina, ma le nuove esternazioni del Dott. Strescino, che fanno anche riferimento al ruolo e all'operato delle Sinistre, mi impongono di farlo nuovamente". A scrivere è Pasquale Indulgenza, capo gruppo P.R.C. al Comune di Imperia, che spiega: "Il Dott. Strescino, che ha potuto mantenere fino ad oggi la carica di Sindaco malgrado tutto quello che è successo ad Imperia pur avendo chiare responsabilità morali e politiche nell'intera vicenda del programma portato avanti pervicacemente dalle Destre in tutti questi disgraziati anni - non solo in materia di portualità ma anche di gestione dell'Ente nei suoi rapporti con terzi - dovrebbe avere oggi ben altra umiltà, cominciando dall'evitare di continuare a parlare di sè in terza persona per autorappresentarsi vestito dell'abito istituzionale che gli è stato concesso di indossare.
In qualità di consigliere comunale e di cittadino, io non permetto che egli manifesti insoddisfazione per il fatto di non essere sostenuto come sarebbe suo desiderio, per arrivare a contestare e ad ammonire coloro che non dovessero 'permettergli' di rimanere al potere fino al prossimo settembre, quasi volessero il male della città, drammatizzando, per l'ennesima volta, gli spettri dell'IMU, del bando dei rifiuti, della scuola estiva, delle Vele d'Epoca e chissà di cos'altro ancora, di questo passo....
Tutto ciò è inaccettabile. Il Dott. Strescino 'ultima versione' sta usando un linguaggio e dei toni che non sono per nulla dissimili, in definitiva, dalla cifra di arroganza e autoreferenzialità tipica dei suoi ex altolocati padrini politici.
Sono settimane e settimane che vado dicendo 'in tutte le salse', in tutte le sedi deputate, come ancora ieri in Conferenza Capigruppo, che la fine di questa Amministrazione e l'esaurimento della Consiliatura, sanciti di fatto nel Consiglio-fiume del 12 aprile che ha prodotto la delibera per la messa in sicurezza sulla portualità, deve avere un esito politico/istituzionale, che salvaguardi la dignità dell'Istituzione che tutti rappresentiamo. Una soluzione drastica - da adottarsi al più presto - onorevole per tutti. Cioè: che non dia modo a nessuno, il giorno dopo, di recriminare. Ma è chiaro che questa soluzione richiede, oltre a ferme volontà, anche un pò di stile.
Ad avviso di Rifondazione Comunista, il Dott. Strescino avrebbe già dovuto rassegnare le dimissioni, per chiarissime ragioni etiche e di opportunità, subito dopo lo scoppio della crisi esplosa per effetto dell''inchiesta giudiziaria. Se non ha ritenuto di farlo, questa è e deve rimanere unicamente una sua responsabilità e non può essere 'scaricata', ogni giorno e ogni settimana che passano, nella classica logica del divide et impera, sulle parti politiche estranee al feroce scontro in atto tra le Destre (a titolo esemplificativo, si guardi l'eloquentissima risposta dell'on. Minasso al coordinatore provinciale Scajola), destinato a continuare in sede politica.
Egli, cioè, non può, nè pensare di speculare tatticamente, insieme ai sui attuali supporters, sull'assurda situazione di sconvolgimento del rapporto tra Maggioranza e Minoranza che si si è determinato anche a seguito delle sue stesse sortite governiste, nè pensare - come sempre più sembra tentato di fare - di 'appellarsi alla città' per trovare in essa stessa altri appoggi. Questo ultimo metodo è una modalità tipicamente populistica, l'espressione di una chiara propensione plebiscitaria, oltre che una manifestazione alquanto volgare, per un eletto in una democrazia rappresentativa.
Ribadisco che è venuto il momento, non più differibile nemmeno di un giorno, che le singole rappresentanze consiliari (tutte!), la Presidenza del Consiglio, il Sindaco e la Giunta si confrontino guardandosi insieme negli occhi e rendano quindi conto, risolutivamente, di un dato che tutti capiscono da tempo ma che alcuni - chissà perché? - fanno finta di non riconoscere come stringente: che non si può più andare avanti con questo assurdo andazzo fatto di fronteggiamenti 'ad assetto variabile' fatalmente sempre più alterato, che - a vedere le cose per come stanno andando - non consente in alcun modo di procedere neanche con il minimo fisiologico dei lavori che giustificherebbero il mantenimento in vita di un Consiglio Comunale e di un assetto politico/istituzionale reso precario come quello presente. Peraltro, in quest'ultimo periodo, la nuova Giunta, per sua competenza, ha avuto senz'altro modo di realizzare le misure ritenute più opportune per soccorrere alcune situazioni amministrative. E ancora ha un pò di giorni per realizzarne di ulteriori, volendo. Ma non si venga, per favore, a raccontarcene ogni giorno una nuova, ad inventare in continuazione una nuova 'emergenza', perché lo sappiamo tutti che un Comune vive nella quotidianità e deve affrontare mille problemi.
Non pensi, l'attuale Sindaco, dunque, che Rifondazione Comunista si lasci sviare o condizionare in alcun modo, in tempi in cui monta l'antipolitica, dal piglio efficientista e spregiudicamente aperturista del suo nuovo Esecutivo: abbiamo chiaro - per antica esperienza e vigile capacità di giudizio - che esso corrisponde ad un'idea di governo locale tanto tecnocratico quanto artificioso.
La mozione di sfiducia depositata dal PdL non nè accettabile nè condivisibile, poiché ha una motivazione impropria ed inadeguata e farebbe rischiare conseguenze legali ulteriormente pesanti per il Comune, in caso di ricorso. Ma questa circostanza non autorizza l'attuale sindaco ad ergersi, come spregiudicatamente sta facendo da qualche mese, 'al di sopra delle parti', per giudicarle causticamente come se egli fosse l'abitante di un altro, più nobile pianeta e avesse ricevuto in dono - prima o dopo l' "illuminazione", mi chiedo? - il crisma della salvezza di Imperia. Egli, invece, è 'dentro questa crisi fino al collo', costituendone, dall'inizio, una delle concause.
Ci auguriamo, pertanto, che egli rifletta , insieme con i suoi consiglieri e sodali, in modo finalmente diverso sulla estrema, oggettiva gravità della situazione e che anche grazie ad una sua saggia e più distaccata riflessione da domani stesso si soddisfi la richiesta che stiamo muovendo ad altissima voce, con insistenza: si convenga, dentro il Comune, in un confronto esaustivo sulla fine di questo corso politico-amministrativo giunto al capolinea, che come presupposto di degnità, abbia - da parte di tutti - la messa la bando di qualsivoglia, personalistica ambizione ammantata, nelle retoriche che siamo in grado di agire con verniciature varie, di valori più alti e e più ampi, tipo il perseguimento del "bene della città".
Se ciò non avverrà, è nell'ordine delle cose che la fine di tutto non potrà che essere la volontà degli stessi Consiglieri, non più intenzionati a reggere o ammettere questo artificio, attraverso il ricorso agli strumenti previsti per legge, compreso l'esaurimento della Consiliatura per rinuncia dei più".





