Disposti al trasferimento in piazza Muccioli ma sulla base di quanto pattuito nell'accordo raggiunto con il Comune nel 2006: è la condizione ribadita dagli esercenti dei chioschi dei fiori di piazza Siro Carli di fronte ad un eventuale spostamento delle attività nel lato di piazza Eroi appena riqualificato dal progetto Pigna Mare.
L'accordo proposto sei anni fa al Comune (cliccando sotto le foto) rappresenta di fatto l'ultimo e unico documento di unione di intenti tra le parti nella lunga e battagliata storia tra i chioschi e Palazzo Bellevue. Dopo un periodo di confronto e mediazione infatti con l'allora amministrazione Borea, i commercianti delle tradizionali bancarelle, storicamente restii a cambiamenti, avevano sottoscritto una proposta irrevocabile della durata di sei mesi rivolta al Comune contenente le condizioni concordate per il trasferimento e un progetto per la collocazione delle attività nella piazza che sarebbe nata terminati i lavori per lo scolmatore.
Un cambiamento epocale che potrebbe però essere rimesso in discussione. L'accordo allora raggiunto di fatto per il Comune non risulterebbe più essere valido o meglio, sarebbe superato. All'intesa avrebbe infatti dovuto fare seguito la stipula di una concessione che avrebbe di fatto messo pienamente in regola le attività, la maggior parte di questi chioschi ad oggi paga un canone di locazione senza un titolo edilizio, ma la pratica che doveva essere approvata in Giunta non è poi stata sviluppata. Così, davanti alla previsione del trasferimento nei nuovi chioschi in piazza Muccioli, si ripropone il rischio di un contenzioso anche legale tra le parti. Undici chioschi da un lato disposti a muoversi nel rispetto di determinate condizioni stabilite in un documento non 'considerato' dal Comune.
“Si è trattato di una bozza - fanno sapere dall'Ufficio Patrimonio – per concordare sulle condizioni delle concessioni con un canone irrisorio pattuito per incentivare lo spostamento. Sono passati sei anni e alcune cose anche a livello normativo sono cambiate”. “L'attualità dell'intesa è molto discutibile" ha aggiunto il dirigente del Settore Patrimonio, Domenico Sapia.
Intanto rimane da vedere se e quando il Comune riuscirà ad acquistare i nuovi chioschi, aspetto non indifferente per le casse di Palazzo Bellevue dato che il costo complessivo si aggira sui 700 mila euro. La spesa, che non può essere finanziata con i fondi europei del progetto Pigna Mare, è inserita nel piano triennale ma tutto dipende dal patto di stabilità.
“Stiamo aspettando che il Comune acquisti i chioschi – spiega il portavoce e titolare di una delle attività Fabio Bianchi – Io non sono contrario al trasferimento altrimenti non avrei firmato. Adesso che c'è una piazza realizzata con un progetto concordato e pensato siamo disposti a spostarci ma se quell'accordo non ha valore è altrettanto vero che non ho nessun documento ufficiale che mi dica che mi devo trasferire".
La nuova piazza Muccioli attende di essere valorizzata proprio attraverso il posizionamento di nuovi chioschi moderni dotati di allacci per la corrente elettrica e l'acqua già predisposti nella pavimentazione. Ma anche la stessa disposizione delle strutture rappresenta un altro tasto dolente. All'idea di una collocazione circolare dei chioschi volti a ricreare l'idea di mercatino dei fiori pattuita si sono alternati altri progetti di riassetto con più chioschi disposti diversamente. La piazza è infatti vincolata e risponde a precise indicazioni dalla Soprintendenza.
“Sulla proposta non era arrivata una formale accettazione da parte del Comune ma l'accordo continua ad avere una sua validità ed efficacia – ha specificato l'avvocato Elio Spitali legale rappresentante degli esercenti dei chioschi - ha un peso giuridico che non è trascurabile anche se l'iter non è stato completato specie sotto il profilo della responsabilità precontrattuale. Qualora si proponesse il problema non penso che saremmo disposti e tanto meno i proprietari dei chioschi ad accettare passivamente delle modifiche imposte ad un accordo raggiunto in sede”.











