Politica - 14 aprile 2012, 18:19

Imperia: intercettazioni telefoniche e mozione di sfiducia, intervento del Gruppo Consiliare del PDL

I responsabili del PDL cittadino giudicano le pubblicazioni delle intercettazioni come "gossip di basso livello". Su Strescino sottolineano che "restare non dipende da lui". E ce ne anche per Fossati "Gli gioverebbe una vacanza in montagna"

Imperia: intercettazioni telefoniche e mozione di sfiducia, intervento del Gruppo Consiliare del PDL

Il Gruppo Consiliare del PDL di Imperia interviene in merito alle pubblicazioni delle intercettazioni telefoniche, svolte nell'ambito dell'inchiesta sul porto di Imperia, e alle dichiarazioni che riguardano il deposito della mozione di sfiducia.

"Fra le odierne pubblicazioni degli ascolti, comparse sia sulla stampa, sia sulle testate on line, ve ne sono che costituiscono puro 'gossip' di basso livello, riguardante persone e fatti che con l'inchiesta nulla hanno a che fare. Chi pubblica ha il dovere – anche dopo la chiusura delle indagini di un processo penale – di rispettare la 'privacy' altrui. Il principio generale che occorre osservare è quello dell'essenzialità dell'informazione riguardo a fatti di interesse pubblico. Pubblicare aspetti della vita privata delle persone non coinvolte direttamente nel fatto di cronaca – come è avvenuto – è da ritenersi illegittimo e passibile di sanzioni da parte del Garante sulla Privacy. 

Quanto al Sindaco, che in riferimento alla mozione di sfiducia sottoscritta da sedici Consiglieri Comunali, di cui quindici del Gruppo PDL, afferma che la conservazione del suo scranno dipende solo da lui, ribadiamo che è ormai evidente a tutti che non è più sostenuto dalla maggioranza PDL-Lega Nord e che neanche ne ha una nuova. Tutti i partiti presenti in Consiglio – ad eccezione del FLI rappresentato dal solo Fossati e dal nuovo gruppo consiliare, composto da cinque membri che rispondono direttamente a lui ed a Minasso – hanno dichiarato che la sua amministrazione si ferma qui, cioè con l'approvazione della delibera assunta in Consiglio lo scorso 12 aprile, approvazione che è stato un gesto di responsabilità da parte di tutte le forze politiche e non certo un segno di fiducia nei suoi confronti. Anche il suo maldestro tentativo di accattivarsi la benevolenza della Lega Nord, quando ne ha ringraziato i due ex Assessori licenziati – è andato fallito.

Intendiamo sottolineare a Strescino che restare non dipende da lui, perché lui, come tutti, è soggetto alla legge. L'art 52 del D. L.vo n. 267/2000 prevede, infatti, che il Sindaco e la Giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio Comunale. Fatto ciò, si procede ala nomina del Commissario ai sensi dell'art. 141. La legge e la democrazia insegnano che il sindaco non è un sovrano assoluto e che la dittatura in Italia è finita da molti anni.

In chiusura, vorremmo ricordare al Consigliere Fossati che, invece di parlare a sproposito della Divina Commedia, dovrebbe  osservare un atteggiamento maggiormente rispettoso sia verso la Consigliera Poillucci che, nella seduta consiliare dello scorso 12 aprile, ha inteso conoscere una sua presa di posizione verso l'On. Bongiorno e l'On. Consolo, deputati di Futuro e Libertà, che si sono recati in carcere ad Imperia a far visita a Caltagirone (ma non da lui), sia verso le donne in genere. Forse gli gioverebbe una vacanza in montagna".

A. Gu.

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