Due studenti del Liceo 'Cassini' di Sanremo ci hanno inviato altrettanti interventi su due argomenti differenti:
"Uno spettro s’aggira per il liceo Cassini: quello della Mala-educazione, ma non la maleducazione che non insegna a dire: “Grazie.”, o “Per favore”, ma quella che comporta una mancanza di rispetto reciproco tra studente e autorità: mancanza che nell’ambiente scolastico provoca la rottura di serenità e motivazione. Cos’è successo? “Nulla”, risponderebbe il regolamento di istituto, che sembrerebbe non essere infranto. Per gli studenti, invece, qualcosa di grave è accaduto. Nel giorno di giovedì, la classe … avrebbe dovuto svolgere una verifica, assegnata da giorni. La professoressa della materia però, il giorno prima, comprende di doversi assentare in corrispondenza dell’ora in cui il test era stato prefissato, e chiede a una collega di lettere estranea al corpo studenti della classe… di sostituirla nel presenziare alla verifica. La collega e la preside accettano. Nessuno, però, si preoccupa di informare gli studenti, i quali scoprono per via totalmente ufficiosa la futura assenza dell’insegnante, e decidono di chiedere gentilmente la posticipazione della verifica, sicchè eventuali problemi durante lo svolgimento della verifica sarebbero stati comunicati direttamente all’insegnante competente. Né la professoressa di scienze, né la preside hanno assecondato la richiesta degli studenti, giudicata freddamente fuori luogo. Il giorno fatidico, nell’ora del test gli studenti, tutti maggiorenni, libretto compilato in mano, chiedono l’autorizzazione all’uscita anticipata, per boicottare la verifica con mezzi diplomatici. Il gesto, giudicato come un ammutinamento di massa, è stato represso: solo a due studenti, individualmente, dopo varie discussioni, è stata concessa e autorizzata l’uscita. Gli alunni restanti, obbligati a restare a scuola, hanno consegnato la verifica in bianco, nonostante fossero mediamente preparati a svolgerlo. Come conseguenza di tale atto questi riceveranno in cambio una grave insufficienza, non annullabile, a detta e per comando della preside, senza scordare la promessa della professoressa di scienze, avvenuta il giorno dopo, di interrogazioni a raffica per il resto dell’anno scolastico. Ai lettori e al loro buon senso stanno le conclusioni su un episodio, considerabile un fatto da nulla per alcuni, per noi il simbolo di un ambiente in cui il clichè dello studente che protesta perché sfaticato rende le autorità sorde al dialogo, e indisposte al mutuo rispetto".
"Da anni ormai, all’interno del Liceo Cassini, sono emerse numerose lacune negli studenti sottoposti all’insegnamento della professoressa x. Nonostante le svariate vie di protesta imboccate fino ad oggi (lettere alle autorità, anche con firme dei genitori), al fine di trovare una soluzione concreta, la condizione non è mai migliorata, anzi si è verificato il contrario. Questa situazione si puo’ tranquillamente definire TRAGICA, dal momento che tutto ciò accade all’interno di un istitituto a indirizzo scientifico, dove di conseguenza gli studenti che ne usciranno ambiscono a intraprendere un corso di laurea a indirizzo comunque scientifico. Il fatto è stato sempre preso sottogamba da chi di dovere, o sottovalutando i diritti del singolo studente, chiudendo un occhio in vista di 'ciò che sarà il suo futuro', oppure appoggiando l’insegnante colpevole nel commettere i suoi 'delitti' di ordine scolastico. Il gentile lettore si domanderà in proposito: 'Ma quali sono questi delitti?' Bene, il più grave si puo’ definire EGOISMO: l’insegnante x, o per interesse personale o par altro, pensa bene di 'marinare' la scuola almento 12 ore su 25 (Guai! L’alunno se la caverebbe con un bel 5 in condotta e magari anche una meritata bocciatura), facendo sì che le classi si disinteressassero allo studio della sua materia. Come se non bastasse, quando x si presenta in classe, le sue spiegazioni appaiono agli alunni semplicemente incomprensibili, sia perché basate su di una semplice lettura delle definizioni del libro, sia perché arriva ad assegnare per la lezione successiva 'risme' di pagine 'spiegate' (sempre se si puo’ utilizzare questo verbo) in 25 minuti circa (da Guinnes) dato che il resto dell’ora è occupato dalle interrogazioni (su cosa!?). Ovviamente si presenta sempre indisponibile a discutere a modo con l’alunno, che si sente sempre urlare in faccia come risposta au tentato dialogo. Citiamo come episodio chiave delle attitudini dell’insegnante l’esperimento di un alunno di una delle sue classi: tale studente ha consegnato una ricerca scrivendo parole a caso all’interno, il suo testo ha avuto come valutazione 8 su 10. Queste, cari lettori, sono le premesse della catastrofe, che , fidatevi, a viverla pare l’inferno in confronto a com’è raccontata!"





