“Strescino alternava momenti di crisi di euforia goliardica a crisi politiche depressive scontate, parlo da medico”. (al minuto 31 e 40 secondi della registrazione audio) Ecco il responso dell'ex assessore all'urbanistica Nicola Falciola (medico geriatra) sull'operato del sindaco di Imperia in questo ultimo anno. Presenti alla conferenza stampa gli assessori: Gianfranco Gaggero, Giovanni Amoretti, Luca Volpe, Nicola Falciola, Antonio Gagliano e Alessandro Falciola. Assenti gli assessori Antonello Ranise, Claudio Baudena ed Emilio Broccoletti che però quest'ultimo non avrebbe dato la delega a Gaggero per parlare anche a nome suo.
L'ex vice sindaco Gianfranco Gaggero (ex assessore ai lavori pubblici, Pdl): “Vogliamo rimarcare alcune cose, siamo qui per fare chiarezza per la città, noi siamo solo soldatini al servizio della gente. Da circa un mese noi per accordo non abbiamo parlato con la stampa in quanto avevamo delegato a parlare il sindaco. Nelle ultime settimane ci siamo resi conto che il sindaco rilasciava dichiarazioni non concordate con la giunta e questo ci preoccupava un po' ma per la stima che ci legava abbiamo fatto tante volte finta di niente rispettando il patto fatto. E siccome la città era in ginocchio abbiamo detto: “noi non dobbiamo parlare ma solo lavorare”. Qualche giorno fa, all'indomani della pubblicazione delle intercettazioni con Caltagirone, siamo stati convocati a casa del sindaco per parlare della situazione.
Noi gli abbiamo detto che lo appoggiavamo per il bene della città e non per noi. Qualora avessimo ritenuto che per la città fosse stato meglio andarsene saremmo andati a casa con lui. Noi sentivamo dire dai giornali da voi che il sindaco avrebbe potuto fare una giunta tecnica e mandare a casa gli assessori e fare una giunta con degli esponenti dell'opposizione. Lunedì siamo stati convocati dal sindaco che ci ha comunicato, in modo spiccio ma fermo, che noi avremmo avuto la possibilità di andarcene da soli o lui ci avrebbe revocato la delega. Noi non vogliamo assolutamente pensare alla nostra poltrona, perché andarsene via di qui adesso è una liberazione, ma pensare al bene della città e noi abbiamo detto al sindaco che c'era qualcosa che non ci tornava domandandogli perché dobbiamo andarcene? Lui rispose che bisognava dare un taglio con il passato ci vuole un segno di discontinuità. Noi abbiamo risposto che correttezza vorrebbe che ce ne andassimo tutti e che lui rappresentava il passato più di noi.
Ci siamo chiesti perché se ne devono andare persone che non ne sanno niente e invece lui (Strescino) che: è stato il vice sindaco della scorsa amministrazione, che è il sindaco dell'attuale, che è l'assessore al porto, che è l'unico che ha interferito e ha condotto le trattative e parlato con gli interlocutori, e verrà fuori da qualche atto, che è l'unico che ha tenuto le fila con queste persone.
Noi gli abbiamo detto che se questa amministrazione deve andarsene a casa per il porto il primo a dover andare a casa era lui e invece no, a dover andare a casa siamo stati solo noi. Noi ci siamo riuniti e abbiamo deciso che non potevamo andarcene senza spiegare il perché alla città perché andarsene voleva significare che noi eravamo colpevoli di qualcosa. Noi siamo persone oneste e corrette non abbiamo mai avuto nessun rapporto con qualcosa che riguarda il porto, non uscirà mai nessuna intercettazione che ci riguardi nell'inchiesta porto.
Noi abbiamo portato a Strescino il 70% del suo consenso e quindi vuol dire che Strescino ha rinnegato il sangue del suo sangue perché Strescino che ha fatto il programma elettorale con noi ci ha rinnegato dicendo che vuol fare una giunta tecnica, sia ben chiaro che tutti noi abbiamo detto che noi eravamo favorevoli a votare la delibera “Salva Comune” per portare avanti la pratica porto. La delibera la vogliamo fare noi che siamo stati eletti dalla città di Imperia e non Fossati o Zagarella. Non siamo disposti a passare per quelli vigliacchi che se ne vanno perché non volevano fare una cosa che il sindaco voleva fare. Non abbiamo dato le dimissioni e ieri ci è arrivata la revoca per motivi formali, siamo stati cacciati da una persona che ha con noi vissuto due anni e mezzo in grande armonia, in grande compattezza, non capisco e non riesco ad immaginare un motivo al mondo per buttare a mare nove amici senza dirci il perché. Questa è una cosa di una brutalità umana tale che sono distrutto e qualcuno dei miei colleghi ha anche pianto.
Noi anche se ce ne andiamo a casa vigileremo per il bene della città e per il bene della gente. Dal lato umano è una coltellata alla schiena e questa è una scelta distruttiva per la città di Imperia.
Se c'è un qualche cosa che serve alla città, (la delibera salva Imperia)io penso che qualunque persona cosciente la voterà indipendentemente dagli schieramenti politici. La cosa che non ci è piaciuta è che il sindaco si è riunito con altri capigruppo e non con quello del Pdl che c'è rimasto molto male. Da 20 gg è stata programmata una riunione della fondazione Cristoforo Colombo e che non ha nulla a che fare con questa vicenda, è stato approvato il bilancio. Abbiamo parlato anche di porto ed è uscito che dovevamo essere uniti e compatti assieme al sindaco.
Nicola Falciola (ex assessore all'urbanistica, Pdl): “Noi abbiamo detto al sindaco: facciamo la delibera, la concordiamo, la portiamo in giunta e l'approviamo all'unanimità, facciamo il passaggio in consiglio comunale e poi ce ne andiamo tutti a casa. Questo è stato il messaggio che abbiamo dato al sindaco, passaggio in giunta, commissione e poi consiglio comunale e poi se non ci fossero più state le condizioni per andare avanti noi come giunta eravamo disposti ad andare a casa compreso il sindaco. La revoca che c'è stata data dice che oggi in città non ci sono più le condizioni politiche per andare avanti. Il sindaco è stanco, avrà problemi familiari, personali, politici, era un ritornello di crisi di euforia goliardica a crisi politiche scontate”.
Alessandro Falciola (ex assessore, Lega Nord): "L'intervento del vice sindaco è stato molto esaustivo, dal punto di vista umano siamo tutti rimasti molto toccati in quanto i passaggi non sono stati chiari, anche le motivazioni e le giustificazioni sono incomprensibili. Purtroppo appaiono notizie che dovrebbero nascere ipotesi di maggioranze alternative come per esempio che il capogruppo del Pd dovrebbe entrare nella nuova giunta. Queste sono ipotesi che vanno contro la volontà dell'elettorato e credo che noi sia possibile una cosa del genere. Noi siamo in giunta dal 2009 e tutto l'iter della realizzazione delle opere del porto è un azione della passata amministrazione elettorale che noi abbiamo condiviso nel programma”.
Luca Volpe (ex assessore allo sport, Pdl): “Se chi è stato fulminato sulla via di Damasco che in questo momento ha determinato questa situazione politica, ha capito che ci sono queste problematiche, perché più informato, talmente gravi da poter fare questo ribaltone politico probabilmente la responsabilità è anche la nostra. Mi sento di dover chiedere scusa alla città perché non potrò finire il mio lavoro. Mi ritengo una persona onesta e trasparente che al mattino si alza alle 7 per andare a lavorare e penso che se qualcuno si vuole lavare la faccia e pensa di averla sporca, la mia faccia che è molto pulita e cristallina non dev'essere sporcata. Nessuno pensi di lavarsi la faccia sporcando la mia. Non non conosciamo le problematiche che ci sono dietro. - ALLA DOMANDA DI UN GIORNALISTA CHE CHIEDEVA SE ERANO FAVOREVOLI A CHIEDERE IL RISARCIMENTO DANNI NEI CONFRONTI DEGLI EX PRESIDENTI CARLI E ISNARDI VOLPE RISPONDE - : Noi siamo favorevoli alla delibera e alla richiesta danni anche nei confronti loro confronti nel caso venissero accertate delle responsabilità.
Antonio Gagliano (ex assessore alla Polizia Municipale, Lega Nord): “Noi abbiamo detto al sindaco che eravamo pronti a prenderci la responsabilità personale per il bene della città per portare avanti l'opera del porto ma il sindaco è stato irremovibile sulla revoca. Condivido l'analisi di Nicola Falciola sull'euforia e sulla depressione, trovo anche una doppia personalità, io ritengo che se una persona mi dice una cosa la porti avanti e non che dopo una settimana cambi idea. Questa è una violenza nei confronti di chi ci ha votato, abbiamo portato moltissimi voti al sindaco, non siamo noi che dobbiamo andare via, o si dimette tutto l'apparato e quindi ce ne andiamo tutti a casa e qui avrebbe un senso logico, non si mandano via quelli che non c'entrano niente con questa situazione”.
Giovanni Amoretti (ex assessore all'ambiente, Pdl): “E' doloroso per me ma doveroso, esprimere la mia contrarietà sul provvedimento di revoca di questa giunta a fronte dei risultati ottenuti in questi anni di amministrazione”.











