"Da appassionato dalla nascita, ex atleta cicloamatore ed ex giudice di gara della Federazione Ciclistica Italiana mi permetto di dire la mia.
La poesia dell'arrivo in Via Roma è sicuramente notevole e quanto mai viva, arrivi splendidi scolpiti nella nostra memoria, Saronni in maglia iridata, Moser scappato in discesa, la volata di Gavazzi, poi Jalabert, Zabel, Colombo, Bettini e Cipollini, Petacchi. Poi la fontana, l'enorme sede stradale ma la città bloccata per parecchio tempo oltre l'arrivo (ed ora Via Matteotti è pedonale). Corso Cavallotti mi fa pensare subito al compianto professor Fignon che beffa Fondriest, a Furlan e Bugno, Chiappucci (anche se l'arrivo degli ultimi due non si svolse davanti alla Polizia ove la corsa è nata ma davanti al Mediterranèe), Corso Cavallotti fa diventare il Poggio fondamentale ed aiuta notevolmente il Finisseur.
L'arrivo attuale in quello strano toboga tra le palme facilita il pistard, una volata con treno tipo Cipollini-Petacchi è quasi impossibile essendo la sede in continua semicurva ed alla fine di una esse piuttosto stretta. La sede stradale è abbastanza stretta ed appena sufficiente. Ricordo arrivi strani anche il 2006 ed il 2007 al Giro del Mediterraneo. Il primo anno vinse Elia Rigotto grazie ad un buco gigantesco, trappola innescata dal suo conpagno di squadra Zabel giusto alla fine del sottopasso delle poste, l'anno dopo vinse Mirco Lorenzetto al fotofinish. Dalla sua questa soluzione ha tutti gli aspetti della logistica, ed aggiunge la possibilità di aver la città percorribile già subito dopo l'arrivo.
Il punto è che è quantomai opportuno scegliere un arrivo VERO e definitivo e proseguire su questa strada. Ogni mio arrivo a Moena, per la settimana bianca al Passo San Pellegrino annuale, viene salutato dallo striscione QUI PARTE LA MARCIALONGA, mai capito perchè una cosa di questo genere non può esser fatto per una Classica Monumento di più di 100 anni di storia. E mai capito perchè la città viva così poco questo evento Mondiale. Con Amici di un negozio di biciclette ci abbiamo provato per un po' di anni, ma ci hanno fatto passare la voglia...
La Milano-Sanremo è l'unico modo perchè gli appassionati si possano accorgere della pista ciclabile così turisticamente importante come si dice...
Simone Parisi".





