"Dall'articolo pubblicato ieri sulla presente testata on line, relativo al ristorante cinese in Ventimiglia e ai fatti che lo hanno riguardato, mi sovvengono alcune domande che ritengo doverose rendere pubbliche.
Prima cosa: i fatti risalgono al 2010 e il pubblico esercizio ha tranquillamente operato da allora fino ad oggi, senza che nessuno rendesse noto il fatto che erano stati rilevati elementi di questo tipo e che pertanto potevano porre a rischio la salute di chiunque vi si recava. In tal senso la sicurezza del cittadino, viene oltremodo ignorata e calpestata, in favore di non si sa bene quale ragione.
Seconda cosa: la tipologia di contestazione riguarda la conservazione degli alimenti senza la dovuta separazione, quindi a contatto con il ghiaccio, la mancanza di date di scadenza e provenienza e la mancanza dell'abbattitore. Sebbene ciò risulti effettivamente fuori norma, non risulta essere certamente più grave dell'aver trovato del pesce marcio o conservato in frigoriferi accessibili a chiunque, all'esterno del locale e all'interno dei quali vi fosse stata sporcizia e quindi muffa. Nonostante ciò, è stata resa pubblica l'attività e il nominativo del titolare.
A questo punto ci chiediamo in modo unanime, per quali ragioni e/o differenze, nel precedente episodio analogo, relativo alla città di Sanremo, venivano riscontrate più attività commerciali con pesce e alimenti marci, in cattivo stato di conservazione, senza riferimenti di provenienza e quanto di altro fosse previsto a norma di legge e la sola notizia resa pubblica ometteva di indicare i pubblici esercizi e i relativi titolari.
Ordunque, viene da dedurre che se un tribunale abbia bisogno di 2 anni per stabilire che il pesce marcio in un ristorante, sicuramente può arrecare danno alla salute degli avventori, fino a tale decisione, è lecito tenere la cittadinanza all'oscuro e permettere che queste circostanze permangano per due anni a danno dei cittadini!
Risulta ovvio che vi sia un problema ben più grosso che quello dell'inadempienza di taluni ristoratori, a danno della clientela, ovvero l'inefficienza da parte degli organi competenti a porre fine a queste situazioni, evitando il peggio ai cittadini.
Non vogliamo insinuare che Sanremo abbia un sistema diverso da quello ventimigliese, ma sta di fatto che se per la conservazione in un frigo di verdure e pesce insieme e a contatto con il semplice ghiaccio, giustifichi la pubblicazione del nome del titolare e del ristorante, allora per i diversi Kg di merce avariata, sporca, malconservata e palesemente non idonea alla ristorazione, ancora oggi non vengono resi noti i titolari degli esercizi e i pubblici esercizi medesimi.
Se le apparenze non ingannano, una situazione simile riconduce a una tutela dei veri delinquenti, contestualmente alla volontà delle autorità a ledere la salute pubblica, in favore di qualche normativa a dir poco insensata, ma anche in violazione di quel diritto alla corretta immagine che tanti ristoratori hanno e vedono minato proprio da questo dubbio sollevato dalla pubblicazione parziale delle notizie.
Ancora oggi, nessuna persona di riferimento ha dato una risposta a queste circostanze... e la cosa è oltremodo incomprensibile.
Luigi De Chicchis".





