Una nostra lettrice che vive in Francia, Roberta Marinelli, ci ha scritto per tornare sul problema del canile gestito dall’Enpa di Sanremo:
“Siamo una famiglia italiana residente in Francia a Valbonne, sopra Cannes. Un anno fa esattamente, dopo una certa ricerca e visite a diversi rifugi sono capitata al rifugio ENPA di Sanremo ed ho adottato Chouette, una stupenda cagnolina ospite del rifugio da diversi anni. Ho avuto diverse esperienze con rifugi in Italia, Francia e soprattutto Stati Uniti (dove abbiamo abitato per molti anni) ma mi ha colpito la sensibilità, serietà e disponibilità (in famiglia avevamo idee diverse su che cane adottare ed in più abbiamo 2 gatti) di tutto il personale dell ENPA, dipendenti e volontari. Anzi alla prima visita mi sono stupita di come conoscessero bene ognuno dei 100 e più cani che ospitavano. Due volontarie mi hanno portato Chouette fino a Cannes, una veterinaria mi ha fornito tutti i documenti ed i test necessari. Dopo un anno sono ancora in contatto con loro e con grande disappunto sono venuta a sapere del piano di chiudere questo prezioso rifugio. Forse non è un albergo a 5 stelle, e vero, ma le persone che ci lavorano sicuramente lo sono. Vi esorto a riconsiderare le vostre decisioni, di pensare all'interesse degli animali, di non distruggere ma migliorare e investire in un posto che prende sul serio la sua missione, diversamente da tanti ,tanti altri rifugi e tante persone”.





