Attualità - 08 febbraio 2012, 14:00

'Nun te regghe più', anche ad Imperia la raccolta firme per limitare gli stipendi ai politici

I promotori si augurano che l'iniziativa "faccia da traino a tanti altri volenterosi per estendere la raccolta firme in tutti i Comuni"

'Nun te regghe più', anche ad Imperia la raccolta firme per limitare gli stipendi ai politici

Anche nel territorio della Provincia di Imperia si potrà firmare per la decurtazione delle indennità a favore dei parlamentari eletti nel nostro paese. 

"Sia per gli stipendi - si legge nel comunicato dei promotori dell'iniziativa - e sia per non vedere mai più le immagini di onorevoli e senatori addormentati sugli scranni!" 

Paola Carli è la referente per la raccolta firme presso il comune di Imperia, al piano terra, di fronte all’ufficio anagrafe, dalle 15 alle 16.30 lunedì e giovedì pomeriggio e dalle 8.30 alle 12.30 tutti i giorni dal lunedì al venerdì. Saranno inoltre organizzati banchetti per la raccolta firme dalle 10 alle 13: mercoledì 15 febbraio e sabato 18 febbraio in piazza San Giovanni e giovedì 16 febbraio in via XX settembre.


"Ci si augura che l'iniziativa, unica nella provincia di Imperia, oltre che nel comune di Sanremo, faccia da traino a tanti altri volenterosi per estendere la raccolta firme in tutti i comuni per dare un segno chiaro e forte che, anche nella Liguria dell'estremo Ponente non ci sono solo mafia, 'ndrangheta e qualunquismo!!!...".

Il 29 settembre 2011 un gruppo di normali cittadini, senza nessun colore politico di partito, ha depositato alla Corte di Cassazione a Roma, una proposta di legge di iniziativa popolare nominati dai politici o eletti dal popolo, alla media degli stipendi europei. L’iniziativa è stata pubblicata, come richiesto dalla legge, sulla Gazzetta Ufficiale n. 227 del 29.09.2011 e da quel giorno è iniziata la raccolta di firme che si concluderà entro la metà di marzo 2012.


Art. 1 – I parlamentari italiani eletti al senato della repubblica, alla camera dei deputati, il presidente del consiglio, i ministri, i consiglieri e gli assessori regionali, provinciali e comunali, i governatori delle regioni, i presidenti delle province, i sindaci eletti dai cittadini , i funzionari nominati nelle aziende a partecipazione pubblica, ed equiparati non debbono percepire, a titolo di emolumenti, stipendi, indennità, tenuto conto del costo della vita e del potere reale di acquisto nell’unione europea, più della media aritmetica europea degli eletti degli altri paesi dell’unione per incarichi equivalenti.

C.S.

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